Se non fosse per il ben diverso rendimento odierno di Kimi Raikkonen (peraltro "tarpato" da errori strategici nelle qualifiche di una settimana fa) a Hockenheim avremmo le prime tre file "a fotocopia" di quelle dello scorso GP a Budapest. Vale a dire le Mercedes davanti (e Nico Rosberg in particolare) seguire dalle Red Bull in seconda fila (con Daniel Ricciardo meglio di Max Verstappen) e le Ferrari in terza. Dobbiamo dunque aspettarci una gara similare? Per quanto riguarda il duo Mercedes, riconoscendo a Rosberg l'ottimo giro da pole, sappiamo che tutto o quasi si deciderà al via, quindi rimandiamo qualsiasi giudizio alla conclusione del primo giro. Compresa l'eventualità di un altro attacco immediato di Ricciardo ai capofila, visto che la Red Bull appare comunque in forma e le ottime doti di coppia del motore Tag Heuer l'aiutano nelle accelerazioni fuori dalle curve lente e anche nel Motodrom.

Dunque se dobbiamo tenere impegnato il processore della nostra sfera di cristallo, è meglio farlo per la Ferrari. Che aspettarsi? Riuscirà a rivelarsi ancora veloce in gara come successo, pur se penalizzata dalle difficoltà di sorpasso, all'Hungaroring? Il fatto è che pur se i distacchi rimediati in qualifica sono simili, a Budapest erano giustificati dalla situazione della pista, mentre in Germania è difficile quantificare certi errori di Sebastian Vettel. Vale a dire: ha sbagliato per overdriving, cioè per aver esagerato alla ricerca del tempone? Oppure è l'instabilità stessa della macchina che l'ha portato alle sbavature nei momenti decisivi? Sembra più la seconda: lui ha effettivamente lamentato problemi di bilanciamento, e sappiamo come il tedesco non sia uno che va alla ricerca di facili scuse. Il che non comporta però che tali problemi vengano risolti automaticamente e "magicamente" in gara, che dunque si prospetta difficile per Seb.

Forse si potrà puntare su una gara "orgogliosa" di Raikkonen, che peraltro si ritrova davanti la sua "bestia nera" Verstappen. Potrebbe essere l'occasione giusta per restituire quanto subìto a Barcellona e Budapest, dato che quella di Hockenheim è una pista dove i sorpassi sono meno difficili. Ma va da sé che per poterci anche solo pensare, a una simile eventualità, occorre almeno tenere la scia della Red Bull… Capitasse davvero nuovamente come nel GP scorso in cui la Ferrari ha mostrato un passo gara superiore, sarebbe possibile; ma la Red Bull si è impegnata nelle prove per migliorare il comportamento alla distanza della RB12, quando invece la SF16-H è parsa stavolta un po' carente. Ma ovviamente non si può mai essere sicuri in un senso o nell'altro: le gare vanno corse e terminano solo sotto la bandiera a scacchi, come ben sappiamo.

Continuando il parallelo con Budapest, dietro alle tre squadre principali stavolta non partono Toro Rosso e McLaren, bensì Force India e Williams, dalle quali ci si aspetta una lotta molto intensa ed equilibrata, visti i crono ravvicinatissimi in qualifica. Per il team di Woking può essere stata una situazione momentanea (del resto Jenson Button e Fernando Alonso non sono chissà dove) mentre le macchine di Faenza sono parse un poco in crisi soprattutto con Daniil Kvyat, che dovrà darsi da fare per rimediare al 18° posto al via. Da seguire la gara delle Haas, con Esteban Gutierrez parso abbastanza in forma, mentre Romain Grosjean dovrà rimontare dalla ventesima posizione (per l'arretramento). Penalizzati anche Carlos Sainz e Nico Hulkenberg: lo spagnolo di 3 posti per aver ostacolato Massa in qualifica (si è spostato, ma tardi) e il tedesco di 1 posizione per aver usato in qualifica un set di gomme che andava restituito dopo le prove libere. Sempre però con l'incognita su quanto potranno fare le due Renault ma anche Pascal Wehrlein, al quale fra l'altro per poco non è riuscita l'impresa di salire in Q2. Difficile situazione per le Sauber, ma sappiamo che Felipe Nasr e Marcus Ericsson non partano certo sentendosi battuti. Purché ciò non vada a costare un'altra scocca (stavolta le prove sono state "indolori") al già economicamente provato team svizzero…

GP di Germania, la griglia di partenza