L'impresa si presenta titanica. Ricucire sui fuggitivi, Ferrari e Mercedes che hanno altro passo e altra base tecnica da far crescere. Red Bull guarda al Gran Premio di Spagna con quelle che al momento sono speranze e numeri frutto delle simulazioni in fabbrica, la bontà del pacchetto evolutivo andrà verificata in pista e misurata con i progressi che produrranno gli avversari. In Russia, Max Verstappen ha rimediato oltre 1 minuto di ritardo da Valtteri Bottas, oltre 1" al giro di gap, frutto anche di una gara corsa senza sfide dirette: troppo distante Hamilton, sufficientemente lontano Massa e, poi, le Force India.

«Spero che gli aggiornamenti ci diano la possibilità di lottare davvero con Mercedes e Ferrari o, perlomeno, di avvicinarci. Spero da ora in avanti che ci sia un miglioramento più rapido, vuol dire anche una ricompensa per le persone che svolgono il loro lavoro dietro le quinte. E' una bella sensazione quando questi sviluppi funzionano», commenta Daniel Ricciardo. Gli fa eco Max Verstappen: «Dovremo aspettare per capire quale apporto avremo dagli aggiornamenti. Spero riusciremo ad avvicinarci ai top team o almeno seguirli. Sarebbe già un buon passo in avanti». 

Fino al Gran Premio d'Azerbaijan, o quello d'Austria, dovranno far affidamento sulle proprie forze, perché la power unit Renault evoluta non si vedrà se non prima della sosta estiva e verosimilmente potrebbe debuttare proprio a Baku o a Zeltweg. Il Circuit de Catalunya è il migliore per misurare i progressi compiuti sul telaio e l'aerodinamica, «Barcellona ha un po' di tutto. Curva 1, 2 e 3 sono veramente scorrevoli e l'ultimo settore è molto tecnico. La fine del giro è piuttosto lenta ed è lì che le gomme iniziano a decadere e per questo è molto difficile chiudere il giro in modo pulito», analizza Ricciardo.

Gomme che vedranno il debutto della mescola arancione, le hard destinate a essere un "problema" per tutti i team: «Avremo le gomme più dure per la prima volta quest'anno, non sono sicuro ci saranno d'aiuto, non credo andranno bene per nessuno. Le gomme sono già dure abbastanza per cui le mescole più dure in assoluto lo sono semplicemente troppo. 

Se farà caldo funzioneranno, ma se sarà freddo allora sarà per tutti un problema». L'australiano si trovò in testa al gran premio un anno fa, con l'autoeliminazione di Hamilton e Bottas in curva 4. Una vittoria poi sfuggita, non senza qualche dispiacere per le scelte strategiche dal muretto (3 soste), che misero nella condizione migliore, portandolo a vincere la gara, Max Verstappen. 

Oggi Max accusa 51 punti di ritardo dalla vetta del mondiale, non l'avvio che si immaginava, lui atteso protagonista a rivaleggiare ruota a ruota con Vettel e Hamilton. Per superare il momento, giù di ricordi, di quel che è stato nel 2016: «In questo periodo ricevevo la chiamata della Red Bull Racing, fu una sensazione straordinaria e dall'annuncio tutto accadde molto in fretta. Passai molto tempo in fabbrica a prepararmi al simulatore per abituarmi alla monoposto, poi ci fu tanta attenzione dei media ma non ero davvero nervoso, solo felice di poter guidare finalmente per un top team.

La gara dell'anno scorso fu speciale e alla fine riuscimmo a vincere. Fu una sensazione incredibile una volta passato il traguardo, soprattutto perché alla prima gara con una nuova squadra».

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