“E’ stato bello guidare sotto al sole caldo e splendente, senza traffico, è stata una giornata tranquilla”. Lewis Hamilton se la gode, è comprensibile: reduce dal disastro monegasco ora lascia a Vettel l'ingrato compito di togliersi dal pantano della sfortuna, dominando il GP del Canada dalla prima all’ultima curva. E il bello è che il lavoro sporco l’hanno fatto altri al posto suo. Verstappen è stato l’involontario terzo uomo Mercedes a Montreal: con un sorpasso feroce l’olandese ha costretto Vettel a tornare subito ai box per sostituire l’ala anteriore danneggiata.

Hamilton riparte dal Canada con 25 punti d’oro, accorciando le distanze dal ferrarista capace di limitare i danni con una bella rimonta. Per il britannico si tratta della sesta vittoria sul circuito dedicato a Villeneuve, un tracciato evidentemente capace di esaltare il suo talento. E dopo il podio ha ribadito quanto dichiarato nella conferenza stampa di giovedì: Qui vado bene perché è come una pista da go-kart, con curve di bassa e media velocità dove devi usare i cordoli con cambi di direzione molto rapidi”. 

Una vittoria in solitaria, una rilassante passeggiata a piedi nudi nel parco, con l’unica preoccupazione di sincerarsi del ritmo di Vettel, arrembante ma troppo lontano per rannuvolare la serenità di Hamilton: “Ho chiesto via radio dov’era Vettel (al giro 49, Ndr) perché ho avuto molto tempo per pensare, non vedevo nessuno dietro di me, ero a velocità di crociera (anche se ne l finale si è concesso di siglare anche il giro veloce, Ndr), stavo gestendo le gomme senza spingere al massimo e quindi mi chiedevo cosa succedeva dietro di me. Se mi avessero detto che Vettel girava a 1’14 basso avrei gestito le cose in modo diverso”.

I problemi di Monaco sembrano dunque essere superati: Non abbiamo totalmente risolto il problema ma l’abbiamo individuato e almeno in questo weekend abbiamo trovato una soluzione. Qui avevamo curve di media velocità, con un circuito con curve veloci potrebbe andare diversamente”.