Due serie che proseguono pressoché in parallelo: i ritiri di Max Verstappen da un lato, i podi di Daniel Ricciardo dall'altro, da cinque gare consecutivamente tra i primi tre. Risultato che matura, di fatto, al primo giro e difeso al penultimo, quello nel Gran Premio d'Austria. Il confronto con Raikkonen in partenza, su curva 3, lo vede uscire davanti e da lì sarà un controllare il passo fino alla rimonta conclusiva di Hamilton, gestita nell'unico vero affondo di Lewis, in curva 4, al giro 70. 

«Era sotto una pressione enorme nel finale, quando ha fatto giri da qualifica. Sapeva di dover fare il tempo nel settore centrale per guadagnarsi un po' di terreno verso il rettilineo d'arrivo e non ha commesso errori. Conquistare il quinto podio di seguito è un risultato da sottolineare - commenta Christian Horner -. E' molto facile staccare troppo a sotto la curva, bloccare e farsi scavalcare dall'altra macchina, ma ha valutato alla perfezione, ha preso il suo punto di staccata, centrato il punto di corda e non ha lasciato spazio a Lewis».

Se la vittoria di Baku è maturata soprattutto per una serie di circostanze, bravo Ricciardo ad approfittarne, il podio di Zeltweg è costruito, invece, su un'inattesa solidità in gara, passo che ha sorpreso lo stesso Daniel: «Ritrovare una buona velocità qui, in condizioni di asciutto, è stata una piacevole sorpresa. Ho avuto Seb davanti per gran parte della gara e sapevo che i suoi long run del venerdì erano molto più veloci dei nostri, perciò non ci aspettavamo di tenere un ritmo simile al suo o alla Mercedes. Credo che la soddisfazione maggiore sia nell'aver trovato la velocità pura. A Baku è arrivata la vittoria ma sono accadute delle cose in gara, oggi (ieri; ndr) abbiamo guadagnato il podio su una pista che di certo non sottolinea i nostri punti di forza. La macchina si sta avvicinando ai primi ed è tutto quello che posso chiedere».

Il duello finale ha vivacizzato una corsa altrimenti fatta di confronti cronometrici, conservare il proprio ritmo e gestire il recupero di Hamilton alle spalle: «Sentivo che il gap era stabile, poi in un paio di giri mi ha ripreso in fretta. Restavano due giri e dovevo difendermi, il che ha reso la gara particolarmente emozionante per me. Tenere dietro Lewis, lottare, difendermi e uscire davanti è stato bello. Sono stati ultimi giri duri».

Se Zeltweg era sulla carta tra le piste meno favorevoli alla Red Bull, adesso alle porte c'è Silverstone, poi l'Hungaroring, due appuntamenti nei quali poter coltivare legittime ambizioni di estensione della sequenza di arrivi a podio. Silverstone esalterà le doti telaistiche e aerodinamiche, settori nei quali Red Bull ha prodotto il miglioramento più sensibile da inizio anno.

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Non si esprime sull'obiettivo per il prossimo week end Daniel, si sbilancia, invece, sulle emozioni che regalerà ai piloti: «Quando mi è stato chiesto di Silverstone ho iniziato ridacchiare, perché amo le curve veloci, ho già provato la pista al simulatore e sembra sarà molto divertente con le nuove macchine. Questo week end abbiamo avuto un assaggio soprattutto sulla penultima curva, affontata in settima. Rispetto allo scorso anno era davvero veloce e credo sia un'indicazione di quel che sarà Silverstone. Resterei davvero sorpreso se la Copse non venisse fatta in pieno in qualifica. Il settore tra la Copse e la Stowe è forse la miglior sequenza dell'intera stagione e quest'anno sarà molto divertente».

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