Luigi Magno è probabilmente l’unico a conoscere le effettive dimensioni della propria grandezza come pilota. E suona strano, per non dire falso, che dopo aver superato, perlomeno nei numeri, il mito Senna, l’ambizioso Lewis ora non guardi verso la vetta. Anche se forse si prova un po’ di vertigine: i sette titoli e relativi record di Michael Schumacher sembrano irraggiungibili per chiunque.

Hamilton, tuttavia, a 32 anni ha vinto il quarto mondiale: coincidenze della storia stessa età di Michael quando venne incoronato per la quarta volta. E proprio quest'anno ha superato Schumi nel computo delle pole, diventando leader assoluto della specialità. Ma sul palco delle annuali premiazioni FIA, il pilota Mercedes ha commentato: “Mi ci sono voluti dieci anni per arrivare a quattro e al momento non provo il desiderio di eguagliare Schumacher, ma eguagliare Fangio (il secondo in graduatoria con cinque titoli, Ndr), sarebbe figo. Detto ciò penso che starò qui per almeno un altro paio d’anni, questo è il mio obiettivo. Abbiamo ancora qualche mondiale da vincere”. 

Il britannico, che con la sua giacca cangiante spiccava in un mare di smoking, ha infine aggiunto che non è il numero di vittorie a definire l’effettivo valore di un pilota, ma le performance che riesce a spremere dalla macchina. Comunque sia ora è a quota quattro, come Vettel e Prost. Davanti solo Fangio poi la vetta Schumi: vedremo fin dove arriverà. Secondo Ross Brawn molto in alto. Dopo la vittoria del quarto titolo il managing director dell’area Motorsport in F1 aveva commentato: «Credo che i record di Michael siano alla portata di Lewis». E detto da uno che è stato al fianco di Schumacher negli anni dei trionfi...