Il ritorno della Formula 1 in terra di Francia ha fatto sì che nella classica conferenza stampa del giovedì i piloti invitati non fossero solo i tre francesi che attualmente corrono nella massima categoria monoposto, ma anche il fresco vincitore della gara francese più nota al mondo: Le Mans. Parliamo ovviamente di Fernando Alonso, al quale la prima domanda rivolta è - non ce ne stupiamo certo - su cosa si provi a vincere la storica 24 Ore.

«Chiaramente è una sensazione grandiosa. È tanto tempo che sognavo di andare a gareggiare a Le Mans, ed è stato bellissimo avere già alla prima opportunità la possibilità di gareggiare in un team competitivo come la Toyota. Abbiamo dominato le prove libere, le qualifiche e la gara: è stata una competizione tra le due macchine del nostro team, e alla fine noi abbiamo avuto un po' più di fortuna e probabilmente un assetto leggermente migliore. La sensazione è stata grandiosa, ma ora torniamo alla Formula 1 con tre gare in tre weekend, per cui sarà un periodo parecchio impegnativo, dopo Monaco, Canada, Le Mans e ora queste altre tre gare».

Il riferimento alla possibilità di gareggiate in un team competitivo non viene fatto cadere nel vuoto, e riferendosi anche al fatto che per chi non è nei tre top team il 7° posto è il risultato massimo al quale si può ambire, come possono cambiare mentalità e approccio per un pilota come lui, quando si passa da una gara in cui si lottava direttamente per la vittoria a una dove invece si punta al settimo? «Beh, quando corri in Formula 1 devi sapere qual è il tuo obbiettivo, la tua miglior posizione raggiungibile - risponde Alonso - e devi impostare il weekend cercando di raggiungere quell'obbiettivo, cercando di migliorare e sviluppare la macchina ogni gara per avere almeno lo stesso passo dei tuoi avversari. Siamo ottimisti sugli aggiornamenti che avremo sulla macchina e sul motore, ma vediamo che un po' tutti stanno progredendo più o meno con lo stesso passo, per cui la gerarchia rimane sempre all'incirca la stessa. Però noi siamo stati a punti in ogni gara fino a Montecarlo, dove non abbiamo concluso per un problema al cambio, poi in Canada per il motore. Però anche in queste gare eravamo in zona punti».

Però si vuole insistere sulla differenza tra correre senza essere nei tre top team (F1) oppure nel team di gran lunga migliore (Le Mans). «Credo che le Mans sia diverso, perché è così difficile e così impegnativa che qualunque sia il tuo "pacchetto" tu devi comunque lottare per tutta la gara e devi fare tutto alla perfezione, sia come guida sia per evitare guasti meccanici. Tutto il team deve collaborare per completare la gara nel modo migliore possibile. Vediamo anche nelle altre categorie come LMP2 e GT che i favoriti non sono sempre così chiari e prevedibili, per quanto riguarda il risultato finale. In Formula 1 sicuramente ci manca questo elemento: anche noi sappiamo che al massimo potremo lottare per il settimo posto in qualifica e in gara. Questo è il grosso problema della F1».

Un altro effetto della vittoria di Le Mans è che ora Alonso potrebbe puntare alla Triple Crown, vincendo anche a Indianapolis. Ma è questa una priorità per lui? Ci proverà già l'anno prossimo? «Ancora non ho pensato troppo, a questo - risponde Fernando - e come ho già detto l'anno scorso quando mi sono iscritto alla Indy 550, quello era un obbiettivo molto attraente per me: provare a ottenere la Triple Crown per dimostrare di essere un pilota più completo, e non soltanto un pilota di Formula 1. Ovviamente la vittoria a Le Mans mi avvicina a questo obbiettivo. Ma ci penserò e vedrò cosa fare l'anno prossimo».

Delle tre gare coinvolte all'ottenimento della cosiddetta Triple Crown, vale a dire Montecarlo, Le Mans e Indianapolis, quale sarebbe la più difficile dal punto di vista del pilota? «Credo che sia difficile paragonarle: sono eventi particolari e tutti difficili da vincere, ognuno a modo loro. Probabilmente il più semplice da vincere è Montecarlo, perché se in quella stagione hai il miglior pacchetto e riesci a fare un giro secco buono al sabato, il 99% della vittoria ce l'hai già in mano. Quindi non dipende totalmente da te, ma dalla macchina che hai a disposizione. Nelle altre gare credo che lo spettacolo sia più grande perché si fa soltanto una volta all'anno. Vedi la preparazione dei piloti, i preparativi per la gara, la parata per la città e la gara di per sé è "più grande" in tutto proprio perché si svolge una volta ogni anno. Comunque dal punto di vista di un pilota sono tutte e tre gare molto speciali, davvero uniche, e ognuna richiede uno stile diverso».

Ma potresti prendere in considerazione la possibilità di correre in Indycar per una stagione intera? «Dobbiamo vedere quali saranno i progetti in merito - Alonso ovviamente si riferisce anche all'impegno McLaren nel futuro - quali saranno le coppie di piloti in alcuni team ufficiali, e così via. Ma al momento mi sto godendo la vittoria di Le Mans senza prendere ancora in considerazione altri progetti per l'anno prossimo».

Infine una domanda un po' maliziosa ma anche abbastanza puntuale, dopo l'annuncio di Red Bull del passaggio di motore nel 2019: sorpreso che pensino di vincere con la Honda? «No», è la risposta decisa di Alonso, che prosegue: «Onestamente quello che fanno gli altri team è difficile da interpretare dall'esterno, ma sono contento per loro e per Honda perché dimostra il loro impegno. Comunque la notizia non mi ha colto impreparato, ma prima c'erano solo voci e congetture, mentre adesso è ufficiale».