Reduce da un Gran Premio di Russia difficile, tra carenza di competitività in gara lamentata da Hulkenberg e la monoposto di Carlos Sainz danneggiata al posteriore dal contatto con Sirotkin, Renault vede riavvicinarsi Haas nella partita per il quarto posto grazie all’ottavo posto di Kevin Magnussen, buon ottavo sebbene alle spalle di un Charles Leclerc volante. 

Difficile prevedere un’inversione di tendenza della competitività della RS18 a Suzuka, pista che impegna telaio, motore, aerodinamica. Si corre in casa della Honda, galvanizzata dai progressi registrati con l’ultima specifica di power unit, provata nelle libere di Sochi e messa da parte in vista di qualifiche e gara: resta ancora del lavoro da fare per la perfetta integrazione tra motore e telaio, gli indizi, tuttavia, dicono di un netto passo in avanti, che fa ben sperare Red Bull in ottica 2019. Forse già a Suzuka la seconda uscita in pista della power unit, se le verifiche in programma in questi giorni indicheranno la soluzione alle vibrazioni registrate in macchina.

Honda che compie progressi, Renault apparentemente ferma al palo. Questione di prospettive. E Cyril Abiteboul, dal Salone di Parigi, commenta: “È chiaro che Honda ha compiuto progressi enormi, ha migliorato tantissimo affidabilità e anche le prestazioni. Loro hanno un approccio rivolto alla prossima stagione, io non posso farlo, ho già gente che lavora al 2021, perché Renault Sport è nelle corse da 40 anni e ci aspettiamo di restarci per altri 40, così dobbiamo pensare al lungo periodo.

Adesso che Red Bull non fa più parte dell’equazione, possiamo ragionare sul lungo termine. Non penso a dare una dimostrazione a Helmut Marko o Franz Tost, io sono concentrato su quest’anno ma anche su quello che devo fare per il 2019 e poi per il 2021”, dice agli spagnoli di SoyMotor.

2021 che sarà di stabilità regolamentare nei principi base delle power unit, manterranno i sistemi ibridi di recupero dell’energia invariati, con variazioni attese prevalentemente sul flussometro. Il piano di sviluppo prodotto da Renault nel corso di questa stagione ha registrato l’introduzione del MGU-K evoluto, più leggero e affidabile, una specifica C - usata solo da Red Bull - sì più potente ma rivelatasi poco affidabile a Singapore. Per inciso, Red Bull dovrebbe impiegare la Spec C a Suzuka, per tornare alla Spec B a Città del Messico. Inoltre, la tanto attesa modalità di qualifica non ha restituito la differenza di prestazione che sono in grado di fare Mercedes e Ferrari. Luci e ombre a scorrere l'elenco degli aggiornamenti e il loro impatto sulle prestazioni e la riduzione del divario dai primi.

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“Non ho fretta, non siamo in lotta per il titolo mondiale ma per la quinta e quarta posizione, non avrà un grande impatto sul nostro programma. Solo ragionando sul lungo termine riusciremo a essere in lotta per il podio nel 2020 e nel 2021 battagliare per vincere, che è quel che vogliamo fare.

Toro Rosso è il laboratorio perfetto per Honda, puoi fare cose che non potresti mai fare in Red Bull, nessuno dice nulla quando una Toro Rosso prende una penalità.

Quanto al nostro rendimento, è stato un po’ inferiore a quanto avremmo dovuto, ma abbiamo lavorato parecchio, sebbene Red Bull non sia buona a pubblicizzare quel che facciamo. In Russia Verstappen è arrivato quinto partendo 19° e pensano avrebbero avuto il passo per superare la Ferrari. Questo vorrà pure dirà qualcosa sulle prestazioni del motore”.