Un anno fa, Ross Brawn, intervistato da Autosprint, raccontava di quanto, lo schieramento delle monoposto in griglia di partenza, potesse essere oggetto di revisione in futuro. Un ritorno a epoche lontane, dall’idea di più macchine affiancate su una stessa fila a una griglia che abbandonasse il perfetto abbinamento di due monoposto per fila.

Ipotesi affascinanti, che hanno lasciato spazio a una ricerca, nel segno del dato scientifico a supporto di eventuali modifiche, mirata a possibili variazioni da apportare. Quel che si prospettava possibile già nel 2019 - ma a oggi senza una proposta deliberata dal (lungo) processo di governance della F1 - può diventare scenario destinato a far parte del completo rinnovamento che la Formula 1 vorrà dare dal 2021, ruote da 18 pollici e aerodinamica in primis.

Non solo simulazioni sulle monoposto, per capire come intervenire e ridurre gli effetti negativi subiti dall'aerodinamica nel correre vicini, in scia, a un’altra macchina. Ma ricerca condotta al simulatore anche sugli effetti di una griglia di partenza con file meno distanti degli attuali 8 metri prescritti dal regolamento. Pat Symonds, all’Autosport Show, ha sottolineato il diverso metodo di ricerca, il diverso approccio voluto da Liberty Media: la necessità del supporto di elementi e dati “scientifici” anziché frettolose formule come la qualifica a eliminazione continua "tentata" nel 2016.

I dati relativi all'impatto di una griglia di partenza modificata sono stati ottenuti da un sistema di simulazione sviluppato appositamente, con elementi di intelligenza artificiale – fronte sul quale la Formula 1 collabora con i servizi offerti da Amazon e, nel 2019, proporrà al pubblico tv tante informazioni predittive in più -. Il simulatore ha restituito un quadro interessante sul differente evolversi dei primi due giri di gara corsi partendo da una griglia con due macchine per ciascuna fila disposte alla stessa altezza. Eliminando gli 8 metri attuali e riducendo la distanza tra le file.

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La statistica, da 19 monoposto gestite dall’intelligenza artificiale e una da un essere umano al simulatore, ha segnalato – su 50 microgare composte dalla partenza e secondo giro – un incremento del 3% degli incidenti, del 5% dei sorpassi e del 20% l’aumento dell’azione ravvicinata tra le monoposto.

Un eventuale scenario con la pole position posta sulla stessa linea del secondo qualificato al sabato, con un vantaggio quindi assai ridotto, relegato alla parte più gommata della pista o la traiettoria migliore verso la curva 1, dovrebbe prendere in esame un altro tipo di "premio" a chi realizza il miglior tempo, quale potrebbe essere l’assegnazione di un punto iridato al poleman. Prospettive tutte da approfondire, prima di una loro introduzione.