Formula 1 Azerbaijan, analisi qualifiche: il ribaltone

Formula 1 Azerbaijan, analisi qualifiche: il ribaltone© LAT Images

Già nelle prove per definire lo schieramento, Baku ha dimostrato che su questo circuito non va mai dato nulla per scontato. Ma vale anche per la gara

Maurizio Voltini

27.04.2019 ( Aggiornata il 27.04.2019 19:07 )

Alla fine delle qualifiche per il GP dell'Azerbaijan, il risultato non è certo stato quello che si sarebbe potuto "dedurre" dalle prove libere, e questo a prescindere da "nascondini" veri o presunti. Questo non solo perché la Mercedes è tornata davanti alla Ferrari, ma anche perché è mancato "il protagonista". Vale a dire quel Charles Leclerc che fino alle Q2 aveva dimostrato di trovarsi a suo agio su un circuito cittadino infido come questo di Baku, dove il monegasco ostentava velocità e sicurezza in egual misura quando gli altri sembravano decisamente più indaffarati.

Purtroppo l'inesperienza di Leclerc è emersa quando, per tentare una strategia alternativa in funzione gara, la Ferrari l'ha mandato in pista con le Pirelli a mescola media. Il rischio di non riuscire a passare la fase con queste gomme era alto, e così dopo un primo giro in cui aveva segnato "solo" il 5° tempo (in realtà sufficiente a guadagnare la top ten) Charles ha forzato nel rilanciarsi fino all'errore in curva 8, quella dove già in Q1 si era "stampato" Robert Kubica. Il problema va al di là dell'errore in sé: a nostro parere l'esperienza gli avrebbe fatto capire che, se con quelle gomme non era proprio possibile fare di più, era inutilmente rischioso forzare. E pazienza se non fosse stato possibile passare con le "gialle".

Tanto c'era il secondo run possibile con le soft, come del resto ha fatto Sebastian Vettel dopo che il primo run (peraltro mozzato dalle bandiere rosse per l'incidente del compagno di squadra) lo vedeva escluso col 12° tempo. Seb ha recuperato in Q2 e alla fine ha ottenuto in Q3 un 3° tempo che forse gli avrebbe dato qualcosa di più se avesse potuto sfruttare una scia come fatto dai piloti Mercedes. Oltretutto i continui rinvii per incidenti avevano fatto fare tardi in pista, con calo delle temperature ambientali, fattore indigesto alla SF90. Insomma, tra una condizione più favorevole per la gara come temperature e la maggior velocità Ferrari in rettilineo, la seconda fila di partenza è comunque accettabile ai fini delle possibilità di recuperare in gara. E quasi lo stesso vale per Leclerc che partirà 9°.

Naturalmente questo non significa che dalla prima fila le Mercedes si accontenteranno di "fare presenza", anzi. Ora sembrano aver trovato la "quadra" migliore con il set-up specie aerodinamico, in più entrambi i piloti hanno sfruttato bene le scie nel secondo run in Q3. Ma se Lewis Hamilton era già stato messo in coda a Valtteri Bottas fin dall'inizio, il finlandese l'ha trovata un po' fortunosamente, la scia, alla fine del giro e in questo modo ha potuto sopravanzare il compagno-rivale di 59 millesimi. Va detto che Lewis ha pagato anche un paio di sbavature a inizio giro, per far capire che anche da questa angolazione non c'è nulla di scontato.

Lo stesso per Max Verstappen, che in un paio di occasioni si è messo in evidenza e in gara potrebbe sfruttare al meglio la nuova power unit Honda, magari con un po' di "assistenza" dalle scie, dalla seconda fila sullo schieramento. Peraltro anche Pierre Gasly stavolta è parso più efficace del solito, ma purtroppo per lui la gara sarà difficile fin dal via, costretto a partire dalla pitlane per aver saltato il controllo peso in FP2: una penalizzazione del tutto a norma di regolamento, ma non per questo meno assurda nella sua evidente sproporzione tra "reato" (non ha guadagnato nulla) e punizione.

Ottima terza fila di partenza per Sergio Perez e Daniil Kvyat, e bene anche la quarta di Lando Norris. Al suo fianco sarebbe potuto partire Antonio Giovinazzi, riuscito oggi a precedere Kimi Raikkonen (un po' ostacolato dal traffico), se non fosse stato per l'arretramento di 10 posti in griglia conseguente al montaggio della terza centralina motore sulle due ammesse nell'arco della stagione. Carlos Sainz guadagna così la quinta fila, completando un risultato finora buono per McLaren, così come lo è quello della Toro Rosso conteggiando Alex Albon 13° in qualifica.

Nonostante il 12° tempo di Daniel Ricciardo, la situazione della Renault non pare incoraggiante visto anche il 18° tempo di Nico Hulkenberg: la RS19 non ha trovato un buon bilanciamento dal punto di vista del carico aerodinamico e quindi dello sfruttamento delle gomme, che si riflette in modo evidente in frenata. Problemi del resto anche per le Haas, con Kevin Magnussen 14° e Romain Grosjean 17°. Da parte sua, difficilmente Lance Stroll riuscirà a ripetere il risultato di due anni fa dopo il 16° tempo in qualifica e pur guadagnando due posizioni sullo schieramento. Sempre meglio delle prospettive per la Williams, che dopo tutte le avversità a George Russell (sfortunatissimo ad incappare nel tombino divelto in FP1) e Robert Kubica (botto in Q1) si ritrova a "pagare" 4 secondi.


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