Ora non è più l'unico – c'è anche quello di Marina Bay – ma il circuito semipermanente di Montreal dedicato a Gilles Villeneuve è stato il primo ad essere sviluppato su un'isola artificiale, quella di Notre Dame realizzata per le Olimpiadi del 1976. Ciò ne ha condizionato il layout, paragonabile per certi versi a quelli di Melbourne e di Baku e per altri a quello di Montecarlo. La lunghezza è di 4.361 metri (che portano a 70 giri di gara) e ufficialmente sono 14 le curve totali del circuito: stranamente nel conteggio viene considerata la leggera "piega" nel rettilineo prima dei box (curva 12) ma non quella che precede il tornante (curva 10) dove si schiantò Kubica nel 2007.

I notevoli allunghi di questo tracciato portano a configurazioni alari piuttosto scariche, e questo rende ancor più impegnative le forti staccate (che sollecitano molto i freni) per la limitata stabilità delle macchine. Inoltre le curve solitamente abbastanza lente con conseguenti forti accelerazioni in uscita richiedono motricità, per cui è importante che le monoposto offrano un buon grip "meccanico" sia davanti che dietro. Tali caratteristiche e necessità, unitamente all'asfalto poco abrasivo, hanno quindi portato la Pirelli a preferire le mescole più morbide in gamma: hard C3, medium C4 e soft C5, esattamente come a Montecarlo.

In questa occasione avremo tre zone di attivazione dell'ala mobile in sorpasso: il DRS si potrà azionare non solo su entrambi i rettilinei principali prima e a fianco dei box, ma anche nell'allungo tra le curve 7 e 8. Oltre al rifacimento della palazzina con i box e di alcune barriere, infine, non ci sono state significative modifiche alla pista, se non un  ininfluente allargamento dell'apertura a destra fuori da curva 10 (tornante).