GP Austria, analisi qualifiche: Charles diavolo rosso sulla pista rovente

GP Austria, analisi qualifiche: Charles diavolo rosso sulla pista rovente© LAT Images

Eccezionale prestazione di Leclerc, peccato che Vettel non abbia girato in Q3. Mercedes (e Red Bull) pronta ad approfittare di ogni situazione, ma non è più dominante e Hamilton è penalizzato

Maurizio Voltini

29 giugno 2019

Qualifiche incandescenti da più punti di vista, quelle andate in scena a Spielberg: in effetti l'asfalto a oltre 50°C può essere stato molto importante nel contenere la supremazia delle Mercedes vista finora. Va bene avere le Pirelli 2019 che riducono i problemi di surriscaldamento, ma c'è un limite a tutto… In tutta questa situazione emerge alla grande, come Satana rossovestito tra le fiamme, Charles Leclerc: la sua guida precisa "paga" sia per la situazione ambientale, sia perché non è facile destreggiarsi tra i cordoli infidi del Red Bull Ring, e conquista la sua seconda pole position.

L'impresa è ancor più rimarchevole se sottolineiamo due particolari: intanto già nel primo run Leclerc aveva ottenuto un crono (1'03"208) che gli avrebbe comunque assicurato la pole per 51 millesimi. Inoltre nel secondo run, quando ha ritoccato il riferimento di altri 2 decimi, è pure "partito male" perché rimasto bloccato dal traffico alla fine del giro di lancio, tra le curve 9 e 10. Dunque davvero una bella prestazione, che non dev'essere inficiata dal fatto che purtroppo non è stato possibile vedere cos'avrebbe potuto fare Sebastian Vettel con questa SF90 oggi: il tedesco è rimasto infatti bloccato ai box da un problema all'apparato pneumatico del motore. Peccato, ma indubbiamente è un'occasione persa di quelle "grosse".

In prima fila con Leclerc non troveremo Lewis Hamilton, nonostante il secondo tempo, perché la direzione gara lo penalizza di 3 posti per aver ostacolato Raikkonen in qualifica. Di questo episodio se ne avvantaggia quindi Max Verstappen, 3° tempo davanti a Valtteri Bottas per poco meno di 1 decimo. In ogni caso sia Red Bull che Mercedes sono pronte ad approfittare di ogni occasione in gara, anche perché partiranno con gomme medie contro le soft di Ferrari.

Tra gli inseguitori c'è una prestazione altrettanto maiuscola da parte di Kevin Magnussen, che segna il 5° tempo in qualifica: peccato che questo ottimo risultato sia compromesso (relativamente) per via della penalità di 5 posti connessa alla sostituzione del cambio che l'aveva fermato nelle ultime prove libere. Così viene "promosso" in griglia un quasi altrettanto meritevole Lando Norris, staccato solo di 27 millesimi. Benissimo anche le Alfa Romeo: non solo sono entrambe in top ten, ma appena dietro con Kimi Raikkonen 7° tempo a 67 ms e Antonio Giovinazzi subito dopo di 13 ms. Invece Pierre Gasly anche stavolta non si trova a suo agio e non va oltre il 9° tempo.

Poco fuori dalle Q3 ma sempre in ottima posizione per puntare a un buon risultato (magari sfruttando al meglio la libertà di gomme al via) troviamo quindi Romain Grosjean, mentre Nico Hulkenberg 12° verrà arretrato anche lui (5 posti) per sostituzione dell'unità termica. Se ne avvantaggia Daniel Ricciardo, perché anche Alex Albon 13° deve partire dal fondo per il cambio di power unit, al pari di Carlos Sainz. Di conseguenza guadagneranno diverse posizioni le Racing Point di Sergio Perez e Lance Stroll, come pure Daniil Kvyat che era stato danneggiato in Q1 da George Russell, che si è visto comminare anche lui 3 posti in griglia (e 1 punto licenza): così Robert Kubica non partirà ultimo, ma ben più avanti.

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