Da unico "pilota locale", Antonio Giovinazzi aveva ovviamente un posto riservato tra i piloti attesi alla conferenza stampa pre-gara del giovedì a Monza. E la prima domanda va a battere appunto sul GP di casa e sul fatto che abbia appena rinnovato il contratto per ospitare la F1 altri 5 anni. «È una gara importante e per me è il Gran Premio di casa – risponde Antonio – in più questa è la mia prima volta per me qui con la Formula 1. Sono davvero felice che ci sia stata questa notizia ieri, che rimarrà in calendario per altri 5 anni. È bello per l'Italia, per la Ferrari e per i piloti italiani, quindi sono davvero grato di ciò».

Giovinazzi ha appunto specificato che quest'anno è il primo a Monza con una F1, ma ci si ricorda benissimo come nel 2016, al suo primo anno in GP2, avesse vinto anche qui. Com'è ora? «È incredibile. Ho sempre detto che questo è uno dei Gran Premi che ho sempre guardato quando ero bambino, ovviamente facendo il tifo per la Ferrari». Ricordando la gara vinta in GP2, Antonio prosegue: «Quella nel 2016 fu una delle mie gare migliori di quella stagione e direi di tutta la mia carriera: ero partito in ultima posizione e sono riuscito a vincere davanti a tutti i tifosi, a tutti i miei amici, alla mia famiglia… Quindi è un grandissimo ricordo. E ora sono qui in Formula 1, non vedo l'ora. Ci sono tantissime persone che verranno a sostenermi, spero di ottenere un buon risultato e di potermi godere il mio primo weekend F1 in Italia».

È il primo italiano a gareggiare nel Gran Premio d'Italia dal 2011 (allora erano Jarno Trulli e Tonio Liuzzi), per quale motivo pensa ci sia voluto così tanto tempo? «Credo che quando sei giovane, in kart, cominci a sognare di diventare un pilota di Formula 1. Ma già allora è diventato fin troppo caro. Non c'è tanto sostegno in Italia per i piloti più giovani: eppure ci sono già tanti piloti bravi da noi, da quello che posso dedurre guardando le gare di kart, però è già molto difficile anche fare il passo successivo dal kart alla Formula 4, per tutti questi ragazzi». Spera che questo possa cambiare? «Beh, da parte mia ho dovuto fare tanti sacrifici. Ho avuto anche la fortuna di trovare Gelael che mi ha supportato fino a qui. Ma non è semplice. Credo che sia uno dei motivi per i quali i piloti di Formula 1 faticano per arrivarci, e che possa valere anche per quelli di altri Paesi».

Infine, che voto si darebbe, da 1 a 10, per quanto fatto nelle prime 13 gare di questa stagione? «Mah, guardandomi indietro, ho perso diverse opportunità, quindi non so… Direi 5 e mezzo».