Così come era tornato alla pole position dopo 10 qualifiche, Lewis Hamilton avrà pensato che non era il caso di stare senza vittorie per più di 3 GP, per di più con l'ultimo a chiudere la stagione del suo sesto Mondiale. Così fa una gara "delle sue" dominando dal primo all'ultimo giro dei 55 di Yas Marina, senza lasciare il comando nemmeno in occasione del pit-stop e agguantando la sua 84esima vittoria in carriera. Una gara irreprensibile, senza una sbavatura e coronata pure dal giro più veloce in gara, ottenuto peraltro senza necessità di fermarsi a cambiare le gomme hard…

Discorso molto simile anche per Max Verstappen: un leggero errore in curva 7 dopo il via lo espone all'attacco di Charles Leclerc nel rettilineo successivo, ma poi riprenderà la posizione più avanti in gara per pura e semplice miglior prestazione sulla distanza (nonostante un problema di responsività dell'acceleratore) ottenendo un meritato secondo posto. Altrettanto meritato il terzo del monegasco, alla fine confermato dopo l'investigazione tecnica per una discrepanza di 4,88 kg di carburante fra quello dichiarato prima della gara e quello misurato "a campione" dai commissari tecnici. Per questa difformità la Ferrari è stata però multata pesantemente: 50.000 euro.

Da parte sua Valtteri Bottas conclude 4° in scia a Leclerc un'ottima gara in continua rimonta dall'ultima posizione in griglia, peraltro nemmeno facilitata né dalle caratteristiche del tracciato, né da safety car (mancate), né dall'assenza del DRS per metà gara. Un'avaria del sistema generale che ha danneggiato ancor più la gara di Sebastian Vettel: poter aprire l'ala mobile avrebbe fatto la differenza quando, nei primi giri, lottava con gomme più morbide ma anche con un motore più fiacco rispetto ai diretti avversari. Ma non è stata l'unica questione andata "storta" al tedesco: un pit-stop infelice gli fa perdere 4 secondi che lo gettano in mezzo al traffico, dove ne perde un'altra decina; per non parlare della doppia sosta che fa perdere altro tempo. Già molto sia riuscito a terminare davanti ad Alex Albon, che a Yas Marina non si è trovato benissimo.

Gran gara anche dal punto di vista strategico e di sfruttamento delle gomme (pit M-H al giro 37) da parte di Sergio Perez, che ottiene un meritatissimo 7° posto equivalente al primo per chi non è nei top3 team. Superando sul finale un altrettanto meritevole Lando Norris, pure lui su una strategia un po' estrema (46 giri sulle hard) e riuscito a contenere per poco Daniil Kvyat (bei sorpassi anche i suoi) sul traguardo. È sempre sul finale che Carlos Sainz ha ragione delle Renault e di Raikkonen, andando a conquistare l'ultimo punto a disposizione e ottenendo così un meritato 6° posto in campionato per un punto su Pierre Gasly. Il francese non ha purtroppo potuto difendere la sua posizione, coinvolto al via in un incidente fortuito: toccato dietro da Lance Stroll (poi unico ritirato in gara) è finito in sovrasterzo contro Perez, danneggiando l'ala. Gara compromessa già al primo giro, quindi, e nemmeno fare tutto il GP con le hard montate dopo un giro (assieme alla sostituzione del musetto) non gli ha dato benefici.

Daniel Ricciardo e Nico Hulkenberg concludono appena fuori dalla zona punti una gara con strategie "deboli" per entrambi, separati tra loro di 1"3 (la Renault mantiene comunque il 5° tra i Costruttori, dietro a McLaren) a precedere Kimi Raikkonen, a sua volta davanti a Kevin Magnussen e Romain Grosjean, che hanno cercato di fare il possibile ma non sono mai stati davvero "in gara". Mentre Antonio Giovinazzi e Robert Kubica si sono danneggiati le macchine a vicenda in un duello maschio ma un po' troppo ai ferri corti, finendo la gara 16° e 19° rispettivamente, con George Russell 17° e riuscito a non farsi doppiare due volte, unica soddisfazione possibile con la Williams di quest'anno.