La F1 Commission, riunita venerdì in videoconferenza, ha approvato una serie di norme frutto di trattative lunghissime, che hanno definito dei cambiamenti radicali per il futuro della serie.

Fissato il limite di spesa

Dopo lunghe trattative, iniziate a ottobre, il budget cap è stato approvato con il limite di spesa fissato a 145 milioni di dollari per il 2021, 140 nel 2022 e 135 dal 2023 al 2025. Limite di spesa calcolato su una stagione di 21 GP, ma che può aumentare o diminuire di un milione per ogni evento che verrà aggiunto o cancellato in futuro.

Le cifre stabilite, molto più basse dei 175 milioni dai quali si era iniziati a discutere, sono frutto di un compromesso viste la crisi post COVID-19, che ha gettato nel panico team e motoristi, e la spaccatura sorta tra i team durante le discussioni. Secondo quanto riporta BBC Sport, Ferrari e Red Bull avrebbero preferito la soglia di 150 milioni di dollari, McLaren ha spinto per fermarsi a 100, ma alla fine le scuderie si sono accordate su una via di mezzo.

Aerodinamica a handicap

Lo sviluppo aerodinamico è stato sottoposto a una rivoluzione totale, introducendo un sistema a handicap per le ore che i team possono spendere in galleria del vento. Una volta stabilito il monte ore, il team vincitore del Campionato Costruttori 2021 avrà a disposizione il 90% del tempo totale, mentre dal secondo classificato al decimo è previsto un incremento del 2,5%. Principio che permette di avvicinare i valori tra le monoposto in pista, perché l’ultimo classificato avrà a disposizione il 112,5% del tempo da passare al CFD per sviluppare la vettura.

Il delta subirà nel 2022 un sensibile aumento. Il Costruttore Campione del Mondo 2022 avrà il 70% del monte ore stabilito a disposizione, mentre dal secondo al decimo è previsto un aumento progressivo del 5%.

Tutte le decisioni saranno ratificate dal voto FIA della prossima settimana