Scott Dixon ha conquistato il suo sesto titolo IndyCar nella finale di St. Petersburg, chiudendo al terzo posto alle spalle del rivale diretto Josef Newgarden e di Pato O'Ward. Arrivato in Florida da favoritissimo grazie all'ampio vantaggio maturato nella prima parte dell'anno e solo parzialmente eroso da performance non al top nelle ultime tappe, il neozelandese classe 1980 ha fatto esattamente quello che doveva - e che fa sempre - ovvero massimizzare il risultato.

Detto questo, la gara si è rivelata folle e imprevedibile, in particolare nella sua seconda parte. Dopo aver preso la testa per un problema al cambio di Will Power (poi a muro), Alexander Rossi a dominato fino a -30 al termine davanti ai compagni di squadra Colton Herta e James Hinchcliffe. Poi, in modo totalmente inaspettato, è andato in testacoda da solo facendo flipper tra le barriere. Poco dopo, Marco Andretti è stato toccato da Takuma Sato e Hinchcliffe si è girato da solo in safety-car. Il periodo di neutralizzazione è stato così lungo che... la vettura dei commissari è rimasta senza benzina. Al re-start successivo, Herta si è trovato sotto attacco da Alex Palou ma, anche complice qualche goccia di pioggia, Newgarden è riuscito ad infilarsi su entrambi con un doppio assalto magistrale.

Tuttavia, Dixon l'ha seguito, mantenendosi nelle sue vicinanze come aveva fatto tutta la gara. Nonostante il sorpasso subito da O'Ward, il pilota di Ganassi ha guadagnato il podio con un errore di Herta e ha controllato la situazione sino alla bandiera a scacchi. Il titolo 2020 lo porta ancor più nell'olimpo dell'IndyCar, ormai in scia ai sette di AJ Foyt.

Proprio il team Foyt è salito agli onori dell'evento col quarto posto di Sebastien Bourdais, che non solo ha rappresentato il miglior risultato dell'anno, ma anche il pass per il ventiduesimo posto in classifica che vale oltre un milione di dollari nella spartizione dei ricavi della serie. 

Alla fine, il migliore di casa Andretti al traguardo è stato Ryan Hunter-Reay, quinto, a conferma del disastro che, nel giro di poche tornate, si è abbattuto sulla squadra dell'ex campione CART. Alla fine, sono riusciti a risalire al sesto e settimo posto anche Simon Pagenaud e Marcus Ericsson.

L'ordine d'arrivo del Grand Prix di St.Petersburg:

1. Newgarden (Dallara-Chevy) 100 giri in 2h06'12"5948, alla media di 137.715 kmh; 2. O'Ward (Dallara-Chevy) a 4"1409; 3. Dixon (Dallara-Honda) a 6"1561; 4. Bourdais (Dallara-Chevy) a 7"4132; 5. Hunter-Reay (Dallara-Honda) a 9"7529; 6. Pagenaud (Dallara-Chevy) a 10"5773; 7. Ericsson (Dallara-Honda) a 11"0696; 8. Kimball (Dallara-Chevy) a 15"8580; 9. Rahal (Dallara-Honda) a 16"3743; 10. Sato (Dallara-Honda) a 16"7748; 11. Herta (Dallara-Honda) a 24"2149; 12. Chilton (Dallara-Chevy) a 30"4724; 13. Palou (Dallara-Honda) a 43"5791; 14. Hinchcliffe (Dallara-Honda) a 1'04"0661; 15. VeeKay (Dallara-Chevy) a 2 giri; 16. Askew (Dallara-Chevy) a 2 giri; 17. Conor Daly (Dallara-Chevy) a 2 giri; 18. Rosenqvist (Dallara-Honda) a 2 giri; 19. Harvey (Dallara-Honda) a 3 giri. Giro più veloce: il 93° di Ericsson in 1'01"2384, alla media di 170.294 kmh. 

Il campionato finale

1. Dixon 537; 2. Newgarden 521; 3. Herta 421; 4. O'Ward 416; 5. Power 396.