Il dado è tratto. A Brackley, martedì sera, ai raggi X è passato il dado ruota del ritiro di Valtteri Bottas nel GP di Monaco. L'episodio ha tenuto banco nel dopo gara di Montecarlo ed è stato inevitabilmente al centro del debrief social di James Vowles, responsabile della strategia in pista.

"I nostri dadi li chiamiamo 'vincolati', sono tenuti all'interno della ruota e della gomma. Quando si stacca la ruota, il dado è estratto con essa. Con la pistola si genera una forza di impatto e quel che avviene è il dado che si svita in 4 o 5 impatti, un'azione a martello. 

È accaduto che siamo arrivati leggermente angolati (il posizionamento della monoposto sulla piazzola; ndr), quando la pistola è stata agganciata al dado era leggermente angolata e il risultato è stato che, anziché distribuire il carico (della pistola; ndr) su tutto il dado, la forza è stata applicata su una piccola sezione e questo ha strappato il metallo, infatti era completamente rimosso dal dado. Il dado è rimasto in sede e non siamo riusciti a toglierlo". Un dado completamente "tornito" rispetto ai denti che in condizioni normali assicurano l'accoppiamento con la pistola e la distribuzione della coppia della stessa su tutto il dado.

Wolff, Mercedes cambierà materiale e design del dado

"Abbiamo svolto un'autopsia per capire come il dado era stato consumato e trarre degli indizi su come migliorare", assicura Vowles.

Strategia, undercut dettato da gomme e Gasly

Molte meno soluzioni disponibili, invece, si sono presentate in gara sul piano strategico. Lewis Hamilton ha effettuato il proprio pit-stop al giro 29 ma il tentativo di undercut su Pierre Gasly non è riuscito. Anzi, la posizione è stata persa anche rispetto a Perez e Vettel. 

"Il pit al giro 30 lo definiremmo nella finestra ritardata, molto ritardata. Quella finestra è stata creata appositamente da Versappen e Red Bull, hanno allungato molto in fretta sul gruppo e gestito il vantaggio. Hanno fatto sì che il gruppo non avesse più uno spazio in cui fermarsi (la finestra del pit per rientrare in pista in una posizione non nel traffico; ndr).

Nel caso di Valtteri aveva Perez e anche Vettel dietro nella sua finestra di pit-stop. Non potevamo fermarci. Si è trattato di gestire i distacchi del pit-stop di ciascuno. 

La situazione ha iniziato ad aprirsi verso il giro 30 ma non è un pit-stop anticipato", analizza Vowles.

La scelta tra operare un undercut e l'overcut, riuscito a Vettel e Perez, è stata dettata dalle condizioni delle gomme sulla W12 di Hamilton e dalla decisione di AlphaTauri: "Hanno atteso che fossimo noi a fermarci, sono piuttosto convinto che se avessimo atteso un giro o due non si sarebbero comunque fermati. Potevamo attendere e sperare che accadesse qualcosa alle sue gomme o che si verificasse uno scenario, oppure prendere la scelta di fare l'undercut. Dai nostri calcoli saremmo dovuti uscire appena davanti a Gasly, non era un undercut semplice ma realizzabile". Le difficoltà a mandare in temperatura le gomme dure hanno portato il confronto Hamilton-Gasly a decidersi per 2 decimi in favore di AlphaTauri. Mercedes che non avrebbe potuto girare per più di un paio di giri, oltre il 29° giro, per le condizioni delle posteriori sulla macchina di Hamilton.

Crisi al sabato, questione di temperature

La tattica chiamata a risollevare un week end pessimo, in particolare con le condizioni mutate al sabato, di temperatura dell'asfalto e di gomme che improvvisamente non hanno più funzionato. Vale ricordare come, verso Montecarlo, Mercedes avesse segnalato un tratto della W12 rispetto alla RB16B: Red Bull più "aggressiva" sulle gomme posteriori e Mercedes con una gestione più uniforme e gentile degli pneumatici. Su una pista a bassa aderenza e dove attivare la gomma risulta problematico, ha giocato a sfavore del team: "Al giovedì Lewis era in realtà molto soddisfatto. La prestazione c'era, era contento. Al sabato la situazione si è invertita, Valtteri si è trovato a  protagonista.

Al giovedì avevamo 47-50 gradi di pista, mentre erano 30° C al sabato. Questo accade su diversi circuiti ma in questo caso ha fatto sì che non riuscissimo a entrare nella finestra delle gomme. 

Uno dei piloti era leggermente più soddisfatto dell'altro, ma non del tutto. Abbiamo provato modifiche d'assetto ma una cosa fondamentale a Monaco è costruire la fiducia, hai bisogno di giri, giri uniformi, la fiducia che la macchina ti dà e le sensazioni che vuoi. Se non hai quella fiducia vai nella spirale e perdi grip". Insieme alla testa dei due campionati.

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