Carlo Vanzini: "Vi racconto la mia F1 tra opinioni, speranze e dietro le quinte"

Abbiamo fatto una lunga chiacchierata con la voce dei GP su Sky, che ci ha raccontato un 2023 dominato da Verstappen: un paddock che si allarga, una griglia che spopola di nomi, le confidenze dei giovani ingegneri italiani su Newey...

Carlo Vanzini è ormai colonna sonora inamovibile dei GP di F1 in Italia. Quella del 2023 è stata la sua undicesima stagionale consecutiva quale voce dei Gran Premi per Sky, la quattordicesima se si considera anche la parentesi tra il 2007 ed il 2009. Per la terza volta Vanzini si è trovato a raccontare il successo finale di Max Verstappen, giunto in una stagione dominata da parte dell'olandese. Un 2023 che Carlo ripercorre con noi, tra opinioni e dietro le quinte.

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Partiamo da una domanda di rito: che stagione è stata per lei? Come la descriverebbe?

"Senza nulla togliere alla bravura di Verstappen e alla Red Bull, perché ciò che ha fatto Max in alcune occasioni tipo in qualifica a Monaco è stato da brividi, credo sia stata la stagione più difficile da raccontare a livello di contenuti. Seguo la F1 dal 1998, ed è vero che ci sono già stati altri domini come quello di Schumacher o Vettel, ma non ho mai visto piloti spostarsi per la netta superiorità dell'altro. Quest'anno ho visto la necessità degli inseguitori di sfruttare ogni gara come se fosse un test, per cercare di mettersi a posto e capire come fa la Red Bull ad andare così forte con Max.

Dunque ci sono mancate le storie. Ad esempio, negli anni del dominio di Hamilton, il quale ha avuto compagni di squadra più forti capaci di togliergli di tanto in tanto pole, vittorie e addirittura un titolo nel caso di Rosberg, dietro avevamo delle storie fantastiche: penso allo stesso Verstappen contro le Ferrari di Raikkonen e Vettel, che si sono presi più di una volta oltre a sorpassarsi spesso, oppure lo stesso arrivo di Leclerc e le battaglie con Max come quella di Silverstone 2019. Quest'anno tutte queste cose ci sono state relativamente, e prevalentemente per la settima posizione o giù di lì: poi per me i duelli sono sempre belli, ma quest'anno a ridosso del primo i duelli sono stati merce rara. Penso alla Aston Martin di inizio stagione, che era lì dietro ma Alonso correva da solo, poi una volta è toccato alla Mercedes, un'altra alla McLaren. Insomma, non si sono mai viste belle lotte tra di loro se non nelle ultime gare, come Alonso e Perez in Brasile o Leclerc e lo stesso Perez a Las Vegas e Abu Dhabi, quando Charles ha provato a far guadagnare tempo a Checo.

Ecco, in 22 GP di gare così ne abbiamo viste veramente poche. E' sempre un po' mancato lo spunto editoriale. Per dire: se il sorpasso di Leclerc a Las Vegas fosse arrivato ad inizio anno, ce lo saremmo potuto portare avanti, costruendoci sopra e magari aspettarcelo ancora nelle corse successive. Invece, hanno corso sempre un po' nella terra di nessuno, senza ingaggiarsi tra di loro. Abbiamo avuto la bella storia di Fernando che torna a fare podi, ma poi siamo rimasti lì. La superiorità così netta di Verstappen, peraltro straordinario, va detto, non si è portata dietro storie da raccontare".

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