Chase Elliott ha conquistato il titolo della Nascar Cup Series 2020 a Phoenix dominando la gara conclusiva della stagione sul complesso triovale da un miglio dell'Arizona. A soli 24 anni, Elliott è uno dei più giovani campioni della serie, nonché il terzo figlio d'arte a succedere al padre nell'albo d'oro dopo Richard Petty e Dale Jarrett. Elliott, che come il padre Bill (campione 1988) è riconosciuto come il pilota più popolare della serie, ha riportato al vertice il team Hendrick Motorsport e il marchio Chevrolet dopo tre stagioni di assenza. Un bel passaggio di consegne con Jimmie Johnson, che ha chiuso quinto la sua ultima gara nella categoria. 

Elliott, che ha dovuto partire dal fondo per non aver passato per due volte l'ispezione pre-gara che verifica i limiti dell'assetto, ha recuperato a tempo di record, arrivando in pochi passaggi alla top-10 e prendendo per la prima volta la testa al giro 120. La corsa, sorprendentemente "pulita" con una sola vera caution per un contatto minore con le barriere, ha visto i quattro "finalisti" occupare costantemente le prime posizioni, a dimostrazione di un livello estremamente alto (e anche del desiderio degli avversari di non compromettere la lotta per il titolo con azioni avventate). Dopo le fasi iniziali condotte da Joey Logano, Elliott ha guadagnato con apparente facilità il primo posto, e anche quando le soste l'avevano portato dietro, ha dato la caccia ai suoi rivali facendoli cadere uno dopo l'altro. Al giro 270, ha letteralmente girato attorno a Brad Keselowski riprendendo la testa, salutando la compagnia

Secondo alla fine si è piazzato Keselowski. A dispetto di un inizio non ipercompetitivo, il pilota del team Penske è stato il migliore degli "altri" a fine gara, penalizzato più del dovuto da soste ai box non perfette. Alle sue spalle Logano e Denny Hamlin. Il portacolori della Toyota e del team Gibbs è stato l'unico del quartetto a non condurre nemmeno un giro, lamentando in diverse circostanze un handling non perfetto. Ma in realtà, solo un pilota ha saputo gestire al meglio sia la parte esterna della pista, con più aderenza, sia l'interno: dopo aver centrato l'accesso alla finale con una vittoria nel round precedente, Elliott ha dato una prova decisiva della crescita durante l’anno. Dietro a Johnson, che come detto ha chiuso la sua carriera full-time con un quinto posto, si sono classificati Ryan Blaney e Kevin Harvick: il pilota del team Stewart-Haas ha confermato un rendimento non ottimale per la sfida playoff, che l'ha visto sì vincere 9 gare, ma anche finire fuori dalle primissime posizioni in momenti cruciali.

L'ordine d'arrivo della Season Finale 500 di Phoenix:

1 - Chase Elliott (Chevy Camaro) – Hendrick - 312 giri
2 - Brad Keselowski (Ford Mustang) – Penske - 312
3 - Joey Logano (Ford Mustang) – Penske - 312
4 - Denny Hamlin (Toyota Camry) – Gibbs - 312
5 - Jimmie Johnson (Chevy Camaro) – Hendrick - 312
6 - Ryan Blaney (Ford Mustang) – Penske - 312
7 - Kevin Harvick (Ford Mustang) – Stewart/Haas - 312
8 - Matt DiBenedetto (Ford Mustang) – Wood - 312
9 - William Byron (Chevy Camaro) – Hendrick - 312
10 - Martin Truex Jr. (Toyota Camry) – Gibbs - 312

Il campionato finale

1. Elliott 5040; 2. Keselowski 5035; 3. Logano 5034; 4. Hamlin 5033.