La terza e ultima sessione di qualifica per la 24 Ore di Le Mans (che ricordiamo si correrà a partire dalle ore 15 di sabato) viene animata dalle Toyota che migliorano sensibilmente i propri tempi, tanto che la n.8 con Davidson (+Sarrazin-Buemi) ottiene il secondo tempo della sessione con 3'24"842. Non è tuttavia sufficiente per la prima fila di partenza, dato che davanti c'è l'Audi e-tron n.1 di Lotterer-Fassler-Treluyer che ha ottenuto 3'23"787, mentre Duval con l'Audi Ultra condivisa con Dumas e Gené aveva fatto segnare 1'24"078 nella seconda sessione prima del tramonto.

In seconda fila a fianco della Toyota troviamo l'altra Audi ibrida, la n.2 di Kristensen-Capello-McNish, a 1"6 dal vertice. Poi nuovamente una Toyota, quella n.7 portata in quinta posizione negli ultimi giri dal giovane Nakajima (in equipaggio con Lapierre e Wurz) a soli 5 centesimi da Kristensen. La terza fila è completata dall'Audi Ultra n.4 di Bonanomi-Jarvis-Rockenfeller a 2"7 dalla pole. Notare dunque come le tre tipologie di vetture più forti presenti siano abbastanza alternate nelle prime tre file. Interessante notare anche come le Toyota, al loro debutto, siano andate più veloci delle Peugeot nel 2011: con tutti i distinguo del caso, è comunque una performance di tutto rispetto.

Fra gli "altri", svetta la HPD-Honda n.21 dello Strakka Racing (Leventis-Watts-Kane) in quarta fila con la Lola-Toyota n.12 del Rebellion (Prost-Jani-Heidfeld) davanti alla gemella col n.13 di Belicchi-Primat-Bleekemolen.
Settimo tempo nella sessione ma decimo complessivo per la Dome-Judd n.17 del team Pescarolo, ottenuto con Ara che però nei poco prima di metà sessione è andato a sbattere abbastanza duramente alla curva Karting, portando anche della ghiaia in pista e causando l'interruzione con la bandiera rossa. Incidenti pure per la Oreca n.26 alla chicane Mulsanne, per la Lola-Judd n.30 alla chicane Forza e gomma posteriore bucata per la Corvette n.70.

Ma l'evento della sessione è di segno opposto e ha visto il ritorno in pista della Ferrari n.51 del team AF (con Fisichella-Bruni-Vilander) dopo essere stata rimessa in condizioni di correre grazie al lavoro estenuante dei meccanici che hanno sostituito la scocca compromessa nell'incidente di mercoledì. Più che giustificate le congratulazioni che si sono scambiati i componenti del team, mostrate in diretta in questa occasione. Negli 8 giri compiuti è stato peraltro ottenuto il 7° tempo (il 41° di tutta la sessione) e così l'accesso alla gara è stato raggiunto: partirà 49ª.

Per questa classe, la GT Pro, la pole è andata ad un'altra Ferrari, la n.59 di Makowiecki-Melo-Farnbacher a precedere l'Aston Martin n.97 di Fernandez-Mucke-Turner e la Corvette n.74 di Gavin-Milner-Westobrook, tutte grazie ai tempi ottenuti nelle sessioni precedenti. Mentre in GT Am la più veloce è la Porsche RSR n.75 di Alfaisal-Curtis-Edwards, che però non riesce a far meglio del tempo ottenuto già nella prima sessione dalla similare n.79 di Neiman-Pilet-Pumpelly. Terzi in categoria Simonsen-Nygaard-Poulsen con l'Aston Martin n.99, nonostante non abbiano girato in questa sessione.
Infine, nella LMP2 la Oreca-Nissan n.25 di Martin-Charouz-Graves riesce con il 12° tempo assoluto di sessione (14° generale) a scavalcare la Morgan-Judd n.24 di Nicolet-Lahaye-Pla, seguiti dall'altra Oreca-Nissan n.26 di Panciatici-Ragues-Rusinov. Tutti e tre in un secondo di distacco.

Insomma, le premesse per un'altra edizione della 24 Ore di Le Mans - l'ottantesima - da ricordare, ci sono davvero tutte. Anche su certi numeri come la presenza di ben 23 ex-piloti F1, o per l'evocativa gara storica con le vecchie ma mai dimenticate Gruppo C, come pure per quelle manifestazioni collaterali quali la Drivers' Parade nel centro cittadino di Le Mans, venerdì sera alle ore 17.30.

m.v.