Dall'inviato di Autosprint a Interlagos: Alberto Sabbatini È finita con successi per tutti. La prima storica vittoria della Porsche (Jani-Dumas-Lieb) che in Endurance non vinceva dal 2008, alla 12 Ore di Sebring, e ancora più indietro dal 1998 a Le Mans. Il mondiale Endurance conquistato dalla Toyota grazie al 2° posto di Buemi-Davidson. Il mondiale Costruttori classe GTE ottenuto dalla Ferrari grazie al 3° posto di Rigon-Calado e al 4° di Bruni-Vilander. E con il 3° posto di Kristensen che a 41 festeggia l'addio alle corse con un podio. La gara è virtualmente finita a mezz'ora dalla fine quando si è verificato il grave incidente a Webber di cui parliamo a parte.  L'incidente ha neutralizzato la corsa con safety car e la gara si è conclusa sotto bandiere gialle, così com'era stata congelata con la Porsche n.14 con Jani al volante vittoriosa. Per fortuna della Porsche perché in quel momento, nella volatona finale, la Toyota di Davidson aveva montato gomme fresche all'ultimo rifornimento a un'ora dalla fine mentre la Porsche aveva mantenuto quelle usate per fare la sosta più veloce. In effetti da 2" di vantaggio prima del pit stop Jani si era trovato dopo ad avere ben 16" di margine ma Davidson recuperava al ritmo di quasi 1" al giro. Jani poteva gestire ma l'incidente e la safety car hanno aggruppato le macchine. Se la corsa fosse ripartita anche per soli due o tre giri ci sarebbe stato il sorpasso. Per fortuna che la direzione gara non ha più fatto riprendere la corsa per pulire i detriti dopo il crash. La Toyota si è consolata con la certezza del titolo mondiale Costruttori in un campionato dove ha vinto 5 gare su otto e ha mostrato una supremazia incredibile, rotta dalla Porsche solo in questa corsa dove si correva a 800 metri di altitudine e quindi l'aria rarefatta aveva privato le Toyota a motore aspirato di circa 70 cavalli. In realtà dopo le difficoltà delle prove le Ts040 giapponesi sono tornate a marciare velocissime in gara, almeno quella, di Beumi duellando con la Porsche. Quanto alla Ferrari, doveva concludere almeno quinta in GT per assicurarsi il mondiale, in caso di vittoria Porsche nella GTE. Hanno fatto ancora meglio andando sul podio di classe con Rigon-Calado, terzi, in una gara vinta dall'Aston Martin di Turner-Micke. La schermaglia Porsche-Toyota era parsa chiara fin dal via: le Porsche si sono tolte los tizio di fare le prime curve al comando, ma subito la Toyota di Buemi si è infilata tra le due vetture tedesche alla fine del primo giro, alla staccata della esse Senna. Era il segnale di battaglia. Da quel momento la gara di Interlagos è vissuta su un lungo duello durato sei ore tra le Porsche e la sola Toyota: quella di Buemi-Davidson. Nelle prime tre ore è stata in testa la Porsche, alternandosi fra quella di Bernhard-Webber-Hartley e quella di Jani-Dumas-Lieb. Poi a metà gara Boemi e Davidson hanno superato le vetture tedesche, Da lì un gioco di duelli, sorpassi, contatti, con ritmi che crescevano e calavano e frequenti scatti di posizione. Un po' per i doppiati, un po' per l'intensità ella battaglia. A metà gara è uscita di scena dalla lotta per la vittoria la Porsche n.20, quella di Webber perché mentre c'era Bernhard alla guida la 919 ha accusato un vistoso calo di potenza, dovuto forse a un problema al rducpero di energia. Il suo ritmo è sceso di 1"/2" al giro e pian piano la Porsche n.20 è scivolata indietro finendo per essere superata anche dalla Toyota di Wurz e dalle due Audi ed ha concluso sesta e staccata di 2 giri. La corsa non è stata immune da errori anche per i protagonisti più bravi: Buemi si è toccato con una Porsche 911 in fase di doppiaggio e ha compiuto un testa-coda, Lotterer (Audi) mentre rimontava come una furia e cercava di azzerare il distacco accumulato pe il guasto a inizio gara, è andato dritto nel prato nella famosa curva che immette sul lungo rettifilo in salita perdendo una manciata di secondi e il 2° posto provvisorio. Anche Di Grassi, idolo di casa sulla seconda Audi, ha commesso uno svarione. E Wurz (Toyota) ha invece spinto fuori Bernhard (Porsche) in un rude duello per il 3° posto rimediando un drive through.