Come già avevamo preannunciato, la prima tappa della 42esima Dakar è stata ben differente rispetto al consueto breve prologo "di riscaldamento" delle precedenti edizioni, e lungo i 752 km che portano da Jeddah ad Al Wajh si sono verificate già le prime sorprese. Ad avvantaggiarsene sono stati soprattutto i piloti con le Mini e in particolare il lituano Vaidotas Zala (navigato dal connazionale Saulius Jurgelenas) che alla fine dello stage cronometrato è riuscito a sopravanzare Stephane Peterhansel e Carlos Sainz di oltre 2 minuti.

Ricordiamo che 342 veicoli (di cui 83 auto e 46 SSV) hanno passato le verifiche e si sono presentati al via di questa prima tappa, nella quale Nasser Al-Attiyah è partito subito lancia in resta con la sua Toyota, tenendo il comando fino al controllo orario del km 208 (su 319 di prova speciale). Alle sue spalle si sono alternati Nani Roma, Khalid Al Qassimi e Giniel de Villiers. Poi però Al-Attiyah incappa in una malaugurata serie di forature (tre nel giro di una decina di km) che gli fa perdere tempo, e il comando della tappa viene preso dallo sceicco arabo Khalid Al Qassimi (Peugeot 3008 DKR) che sfrutta bene la sua conoscenza del territorio.

Ma dura poco, perché apparentemente la testa viene rilevata subito dopo da Stephane Peterhansel (Mini), finché non giunge la vera sorpresa della giornata: arrivato più tardi ai controlli orari a causa del numero di gara (e di partenza) 319, il 32enne campione rally lituano Vaidotas Zala in realtà recupera alla grande nei chilometri finali un distacco che comunque non aveva mai superato i 5 minuti, e con la sua Mini privata (team Agrorodeo) conclude davanti al veterano francese di 2'14". Terzo poco staccato, a 2'50", si classifica invece Carlos Sainz (Mini) dopo problemi prima del CO al km 158 (una foratura e un errore di percorso), davanti a Nasser Al-Attiyah che è stato attardato di 5'33" per gli inconvenienti citati.

Tra gli altri favoriti, il locale Yazeed Al-Rajhi (Toyota) è rimasto indietro fin dall'inizio, mentre Jakub Przygonski (Mini) incorre in uno stop per problemi meccanici al km 146, che gli ha fatto perdere quasi 6 ore, mentre si trovava in terza posizione. Molto peggio però per Romain Dumas, che si è ritrovato con la sua RD Limited a fuoco dopo 65 km di speciale: la sua Dakar è già finita. Per quanto riguarda l'esordio a questa gara di Fernando Alonso (Toyota) lo spagnolo stava controllando un distacco sui 6 minuti quando improvvisamente ha "pagato" 8 minuti di ulteriore ritardo al controllo del km 208: ancora non se ne conosce il motivo preciso (si parla comunque di una foratura) ma questo l'ha fatto scivolare 11° nella classifica di fine giornata, staccato di 15'27" complessivi.

LA CLASSIFICA DELLA PRIMA TAPPA

2ª TAPPA: Al Wajh-Neom (393 km)

La seconda giornata di gara vede i concorrenti della Dakar proseguire verso Nord, da Al Wajh a Neom, in un trasferimento più contenuto nella sua lunghezza totale (393 km) ma con una prova speciale leggermente più lunga di quella della prima giornata (367 km). Sebbene il percorso si sviluppi piuttosto vicino alla costa sul Mar Rosso, in questa fase si affronterà poca sabbia e il fondo sarà per lo più duro e anche pietroso, con variazioni altimetriche che passeranno dal livello del mare fino a quasi 600 metri di quota di picco. Costituito per la maggior parte da piste ben segnate, in teoria dovrebbe dare meno problemi dal punto di vista della navigazione: ma c'è la complicazione che molte di queste piste si incrociano tra loro, facilitando gli errori, e comunque non si può mai dire finché non si vede il traguardo…