Appuntamento a Parigi, per scoprire un po’ più nel dettaglio qual è la visione Liberty Media sul futuro della Formula 1. Insieme alla FIA presenterà oggi le linee guida su nuovi motori 2021, tema centrale affiancato dalla necessità di un controllo dei costi e la possibile revisione del format del week end di gara. Arriverà una prima sintesi dopo mesi di confronti e analisi, sulla semplificazione delle power unit, che resteranno con una quota di ibrido, sotto forma di recupero d’energia cinetico, l’attuale MGU-K. Power unit meno complesse sì ma con la necessità di seguire la filosofia ibrida che è presente e futuro prossimo della produzione di serie.

Nelle ultime settimane si è discusso anche della possibilità di un maggior recupero d’energia, posta la rinuncia al sistema MGU-H, da riutilizzare sull’asse anteriore. Sarebbe uno schema molto simile a quanto sviluppato da Porsche nell’Endurance in Classe LMP1. Tra le controindicazioni, il conseguente incremento di peso, su monoposto ritenute già troppo pesanti dai piloti, senza contare l’introduzione di una variabile tecnica che offrirebbe il terreno per nuove fughe in avanti, in quella che sarebbe l’apertura, di fatto, alle quattro ruote motrici in Formula 1 – solo otto monoposto, nella storia - tra gli anni Sessanta e Settanta -, hanno sperimentato tale strada, prima che venisse bandita dal regolamento a partire dal 1982 -. Se l’obiettivo è la semplificazione, la strada da seguire è un’altra.

Si andrà verso l’adozione di componenti standardizzati, per ridurre i costi di sviluppo; dibattuta l’adozione di uno o due turbocompressori, come la possibilità di incrementare la portata del flussometro, che permetterebbe l’incremento del regime di rotazione dei motori V6, oggi di fatto plafonata intorno ai 12.000 giri/min dal consumo di 100 litri/ora, pur con un regolamento che consente un limite di 15.000 giri/min.

Da Liberty Media e la FIA, organo legislativo e incaricato di stilare i regolamenti, arriverà una bozza da discutere e sottoporre anche ai motoristi oggi assenti dal mondiale ma interessanti all'impegno futuro, nel 2021. All’appuntamento del 31 ottobre a Parigi seguirà una riunione dello Strategy Group nella settimana del GP del Brasile. Motori a parte, la Formula 1 dovrà proporre anche un piano di limitazione dei costi che riduca il divario di budget tra i top team e le scuderie minori. Quello che, secondo Paddy Lowe, è il vero problema della categoria: «Quando guardiamo alla Formula 1, sebbene si parli tanto dei problemi con i motori, non è il più grande in assoluto che ha lo sport. E’ vissuto come un problema tra i 3 top team in lotta al vertice, ma il problema principale al momento è la disparità con le altre squadre.

Non credo si tratti di un problema di motore. A Austin il divario tra i primi 5 e il resto della griglia non è dovuto al motore. Sono state due gare diverse e il problema è legato al divario di spesa enorme, dovremo trovare la saggezza per affrontarlo.

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Ogni qualvolta si cambiano i regolamenti si creano opportunità. La stabilità crea convergenza – e si vede con i motori attuali, molto più vicini di quanto non lo fossero 3 anni fa –. Il cambiamento dovrà essere fatto con grande attenzione e trovo singolare che le persone pongano l’accento sulla necessità di nuovi regolamenti per creare convergenza, quando invece crea l’opposto».

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