Peggio di Barcellona 2016, perché lì, lo scontro, era un affare tutto dei piloti. Responsabilità di Hamilton e Rosberg. Toto Wolff dopo il GP d’Austria deve digerire un doppio ritiro molto più amaro, perché chiama in causa progetto e strategia, debolezze legate alla trasmissione e alla power unit che portano a perdere la leadership nel mondiale Costruttori. «Direi che è stata una grandissima sveglia, per me è stato il giorno più doloroso in Mercedes, peggiore anche rispetto a Barcellona», racconta.

Urgono provvedimenti, per mettere al riparo i sistemi legati al motore e alla trasmissione nella fase del campionato più calda sotto il profilo meteo. E, dopo Silverstone, che vedrà il ritorno – ultima apparizione programmata quest’anno – delle gomme Pirelli assottigliate, che evitano l’insorgere del blistering, Mercedes dovrà avere a bordo i correttivi per dimostrarsi competitiva in gara anche con la gamma classica.

Il fattore cruciale nell’innescare il blistering è stato l’utilizzo di una mescola, la Soft, la più dura tra quelle proposte da Pirelli, che dalla ridotta usura se confrontata con la Supersoft, ha portato molte monoposto a sviluppare un eccesso di temperatura all’interno del battistrada e la conseguente creazione di bolle (nascoste o più visibili). Non è un caso che, pur con il pieno di carburante e una mescola più morbida, nel primo stint su gomma Supersoft, tanto Mercedes quanto Red Bull non abbiano avuto problemi di blistering.

Ma prima ancora dei problemi sulle gomme, la sconfitta a Zeltweg per Mercedes è nata da un errore tattico. Il giro particolarmente corto, da 69 secondi, del Red Bull Ring ha accorciato anche il tempo utile per leggere lo scenario di gara. E Toto Wolff spiega: «In quella fase della gara, con la VSC, effettuare il pit-stop è, probabilmente, nell’80% dei casi, la cosa che devi fare. Abbiamo commesso un errore, è successo che ci trovavamo al comando con un uno-due, in controllo della gara, poi all’improvviso vedi la seconda macchina, Valtteri, fermarsi per una perdita idraulica. Esce la VSC, abbiamo avuto metà giro per reagire e non l’abbiamo fatto. È un dato. È dove abbiamo perso la gara».

Un fattore cruciale non può escludersi dall’analisi. Quando sei certo di avere una monoposto assolutamente superiore alla concorrenza, è più semplice decidere. Rientrare al box, montare la gomma Soft e puntare ad arrivare al traguardo, sapendo di poter sfidare opzioni alternative degli avversari.

Invece, in gara, l’imprevisto che apre più opzioni tattiche si rivela decisivo quest’anno per l'equilibrio tra i team. «Con una macchina in pista contro gli altri due, il ragionamento è stato: cosa accade se gli altri splittano la strategia? Se facciamo rientrare Lewis rientreremo dietro Kimi se lo terranno fuori e dietro Max. Che ripercussioni avrebbe per la gara?

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Tutto questo ragionare in circolo non direi che ci ha distratti, ma certo abbiamo speso troppo tempo. Abbiamo deciso di lasciare Lewis in pista per un giro, perché pensavamo ci sarebbe voluto di più per togliere la macchina di Valtteri, così da poter reagire a quel che hanno fatto le macchine alle nostre spalle nel giro successivo. Ma il regime di VSC è andato via prima del previsto», la spiegazione fornita da Wolff.

Adesso si va sui curvoni amici di Silverstone, è il terreno giusto dal quale ripartire. «Ci riorganizzeremo nei prossimi giorni, impareremo dagli errori e andremo a Silverstone con la testa ben alta. È la gara di casa per tante persone del team di Brackley e Brixworth, punteremo a tornare forti e rimediare alle rotture odierne».

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