Alla presentazione londinese della livrea Haas 2019, tutti a chiedersi chi fosse Rich Energy e il suo a.d. William Storey. Un altro marchio del mercato delle bevande energetiche, approdato in Formula 1 con una sponsorizzazione da title sponsor che, sin dall’annuncio a fine 2018, destò in molti i dubbi circa la solidità finanziaria.

Alla viglia del Gran Premio di Gran Bretagna, con un tweet, Rich Energy annuncia d’aver concluso il contratto con il team Haas “a causa delle scarse prestazioni. Puntavamo a battere Red Bull ed essere dietro la Williams in Austria è inaccettabile.

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La politica e l’attitudine politically correct in Formula 1 sono anche fattori d’inibizione per il nostro business. Auguriamo al team il meglio”.

LA QUERELLE LEGALE SUL LOGO

Così, tanti saluti e addio. Più che per le prestazioni e l’ambizione altissima di far meglio di Red Bull, marchio “rivale” sul mercato delle bevande energetiche – quasi da lasciare dubbi sulla consapevolezza della sfida che Rich Energy si apprestava ad affrontare –, Rich Energy ha fatto parlare di sé per la vicenda legale che ha visto il logo del cervo stilizzato oggetto del contendere.

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Viola i diritti di un altro brand, il costruttore di biciclette Whyte Bikes e, dal Gran Premio del Canada in poi è sparito dalle monoposto nero-oro.

La questione è andata oltre il contendere “grafico”, avendo ricevuto dal giudice londinese che si è pronunciato in merito anche l’obbligo di rendere noti dettagli sullo stato finanziario di Rich Energy, il rapporto di sponsorizzazione con Haas e il volume di lattine di bevande vendute, tutto entro il 18 luglio.

Dal team Haas non sono giunte note di commento al tweet di Rich Energy.