Monza, giusto due stagioni fa, segnava una differenza imbarazzante di prestazione tra Ferrari e Mercedes sul circuito più veloce del campionato, che portò Sergio Marchionne a chiedere un drastico miglioramento. Progressi concretizzati nel progetto Ferrari SF71H e, oggi, pur con tutte le criticità della SF90, in una macchina che può puntare a vincere il GP d’Italia.

Monza diversa da Spa, un esercizio unico nel quale serve eccellere sul dritto, essere stabili in frenata, super-efficienti in trazione e non cedere troppo terreno alle due di Lesmo e in Parabolica. Ali scariche, un must. Pacchetto aero specifico, nel tentativo di far lavorare al meglio il diffusore e stabilizzare la monoposto in frenata e in curva. 

RENDEREMO ORGOGLIOSI I TIFOSI

Charles Leclerc arriva alla prima Monza da Ferrarista come meglio non potrebbe. Vittoria in Belgio e gestione della gara senza soffrire i problemi di gomme avuti da Sebastian Vettel.

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Questo week end celebriamo i 90 anni della Scuderia Ferrari e la 90° edizione del Gran Premio d’Italia a Monza. Sin da bambino ho sognato di far parte della squadra più famosa in Formula 1, perciò sarà davvero speciale guidare per la prima volta la Rossa nella nostra gara di casa.

Il circuito è celebre non solo per i lunghi rettilinei ma anche per le sue curve, specialmente le due Lesmo e la Parabolica. Quest’anno, uno dei punti di forza della nostra macchina è stata la velocità in rettilineo, lavoreremo duramente per mettere tutto insieme e ottenere il massimo in tutti i settori del circuito.

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Faremo del nostro meglio per rendere orgogliosi i nostri tifosi e, speriamo, portare a casa un buon risultato”.

Rispetto al 2018, che vide la Ferrari volare in qualifica salvo soffrire in gara con la gestione delle gomme, la SF90 dovrebbe “naturalmente” trovarsi più a proprio agio a Monza e consentire un miglior equilibrio d’assetto. Da venerdì, prime indicazioni in merito da verificare.

SEB INSEGUE LA PRIMA VITTORIA IN ROSSO

Se Charles Leclerc si presenta al GP d’Italia con il bottino pieno ottenuto a Spa, per Sebastian Vettel il quadro è un piuttosto diverso, viste le difficoltà avute sin dai long run del venerdì nell’utilizzo della gomma e ripresentatesi in gara.

Non ha mai vinto a Monza con la Ferrari, può cambiare segno alla statistica e cancellare l’istantanea dell’errore di un anno fa alla Roggia. “Questo weekend saremo in pista circondati dai nostri tifosi che invaderanno Monza. Questa gara per me significa molto perché mi riporta alla mente il 2008 quando vinsi qui il primo GP con un motore Ferrari che tuttavia spingeva una vettura non rossa.

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L’ambizione è proprio quella di sfatare questo tabù, vincere con la Ferrari. Negli scorsi anni ci siamo stati molto vicini, ma è sempre mancato l’ultimo step”, dice Seb.

MACCHINE SCARICHE E DIFFICILI

Quanto alla sfida in mano ai piloti, per assetti unici richiesti dal Tempio della Velocità, Vettel spiega: “Per quanto riguarda il tracciato, parliamo di un layout unico al mondo, che obbliga a gareggiare con basso carico aerodinamico e quindi con una vettura piuttosto difficile da guidare. La macchina, con ali così limitate, nelle mani del pilota sembra molto leggera e meno stabile del consueto complicando parecchio le cose in frenata.

I rettilinei sono intervallati da chicane piuttosto strette nelle quali bisogna trovare il giusto compromesso nell’utilizzo dei cordoli. Per questo identificare l’assetto ideale per Monza non è semplice. Se però ci si riesce allora tutto diventa più facile e, una volta preso il ritmo, è anche molto divertente”.