La corsa è finita ma lo sprint resta

di Alberto Sabbatini

La corsa è finita. Con questo numero scende la bandiera a scacchi sulla mia esperienza di Direttore di Autosprint durata quasi dieci anni. È stata un’avventura esaltante iniziata nel 2007. Impegnativa ma indimenticabile. Più di 3500 giorni, oltre 500 copertine e altrettanti numeri di giornale costruiti con quella passione che ho avuto la fortuna di ereditare e che ti permette di affrontare ritmi serrati, interminabili nottate e pizze fredde per sfamarsi, senza sentirne il peso. Sempre con l’entusiasmo e l’orgoglio di chi voleva offrire agli appassionati qualcosa di più delle semplici notizie: un ritrovo per gli appassionati di corse, come me e come voi. Una specie di club di carta, accogliente e familiare, dove leggere di motorsport, rivivere emozioni, dibattere fra appassionati e crearsi un’opinione.

Ringrazio l’Editore Roberto Amodei, che ha sempre avuto fiducia in me e ringrazio la redazione, i grafici, e gli archivisti che hanno condiviso con me l’avventura per garantire a voi lettori ogni settimana il piacere di sfogliare una rivista che tenesse fede al soprannome che si era conquistata: la Bibbia dell’automobilismo. E non è una definizione mia, ma del grande Mario Andretti che lo scorso anno dal palco dei Caschi d’Oro aveva battezzato così Autosprint. Più bel complimento non poteva farci.

Guidare Autosprint in questi dieci anni è stata un’esperienza esaltante anche perché dal 2007 ad oggi non è cambiato soltanto l’automobilismo ma anche il mondo dell’informazione. Calano i giornali, cresce il web e le news ora arrivano tramite i social network. Forse i giornali hanno fatto il loro tempo in fatto di attualità informativa, ma per le opinioni e gli approfondimenti non ci sarà mai nulla di meglio della sana carta stampata: un buon articolo su un giornale, senza pop up pubblicitari e video invasivi induce alla riflessione e al ragionamento.

Perciò, di una cosa resto orgoglioso: di aver vinto assieme a una redazione appassionata la sfida che ci ha posto il mondo dell’informazione. Siamo riusciti a trasformare in questi dieci anni Autosprint dal semplice settimanale che ricordava Mario Andretti, in un “sistema” d’informazione specializzato in motorsport 24/7. Su carta e sul web. Attraverso il sito, la versione digitale per tablet, i nostri account twitter e facebook. Un Autosprint che vi aggiorna 24 ore su 24, non soltanto una volta a settimana. Tanti ricordi fantastici, ma il più bello forse sono i numeri speciali con le interviste leggendarie ai grandi campioni. Hanno fatto scoprire imprese del motorsport d’altri tempi a chi non le aveva vissute. Impensabile realizzarlo senza l’archivio storico che di Autosprint è la vera forza. Adesso è venuto il momento di lasciare perché è giusto ogni tanto nella vita cambiare obiettivo e trovare stimoli diversi.

E le nuove sfide vanno abbracciate quando ci sono ancora le energie per affrontarle al meglio. Affido Autosprint alle sapienti mani di Andrea Cordovani che è stato per anni al mio fianco come collega, amico e uomo di fiducia. Sono convinto, e l’Editore con me, che Andrea sia l’uomo giusto per prendere il timone di AS. Smetto di dirigere Autosprint e da domani ne diventerò il primo tifoso e un avido lettore. Ma non ci perderemo di vista: ci rivedremo su queste pagine se Andrea avrà piacere di ospitare qualche mio contributo. Buon lavoro a lui, in bocca al lupo alla redazione e un immenso abbraccio a tutti i lettori. Anche quelli che non hanno fatto mancare le critiche perché è da quelle che ho imparato di più. E non abbiate timore: i direttori passano, ma lo sprint resta.

Una nuova sfida col piede sul gas

di Andrea Cordovani

Da questo numero prendo totalmente in mano il timone di Autosprint. È una notte abbastanza particolare, nella quale scrivo queste righe appena terminato un Gp del Brasile intriso con acqua davvero benedetta, almeno per lo spettacolo. L’emozione della prima volta si mischia ai frenetici ritmi di lavoro: nella nostra redazione si viaggia sempre in pieno. Ringrazio l’Editore Roberto Amodei per la grande possibilità che mi offre, per la fiducia che mi concede. Ringrazio anche Alberto Sabbatini dal quale ho imparato molto, un amico e un collega come ce ne sono pochi e che ad Autosprint avrà sempre diritto di cittadinanza. Ringrazio i colleghi giornalisti e grafici che non mi hanno mai fatto mancare il loro sostegno. Inizia adesso una nuova sfida in cui sarà necessario tenere premuto il pedale dell’acceleratore, perché lo sprint non mancherà sicuramente nel vostro settimanale da corsa che si prepara a tuffarsi un’avventura tutta da vivere. E leggere.

L'EDITORIALE, DI ANDREA CORDOVANI - "I GLADIATORI DELLA FORMULA 1"