È una Ferrari lanciata verso il futuro quella che prende forma e consistenza in questi primi giorni di un giugno già torrido. Dentro a un presente che fa da incubatrice per le nuove sfide, Maranello pone basi solide sulle quali edificare gli anni a venire.

Quella appena trascorsa è stata una settimana cruciale per il Cavallino. A fare da detonatore la nomina del nuovo amministratore delegato. La Ferrari gioca la carta dell’innovazione e, dopo Lou- is Camilleri, affida la guida del Cavallino a Benedetto Vigna, lucano della provincia di Potenza, 52 anni, fisico di fama con abilità tecnologiche e industriali.

Il nuovo amministratore delegato, a Maranello dal 1 settembre, proviene da STMicroelectronics, dove è responsabile del Gruppo Analogici, Mems (Micro-electromechanical Systems) e Sensori, il più grande e remunerativo business operativo di ST.

Una nomina che ha sorpreso diversi osservatori ma che delinea già gli scenari delle prossime stagioni per assicurare che Ferrari continui a rafforzare la sua leadership come artefice delle vetture più belle e tecnologicamente avanzate al mondo.

Dal canto suo Vigna ha dichiarato: «È un onore straordinario entrare a far parte della Ferrari come amministratore delegato - ha dichiarato - e lo faccio in egual misura con entusiasmo e re- sponsabilità. Entusiasmo per le grandi opportunità che potremo cogliere. E con un profondo senso di responsabilità nei confronti degli straordinari risultati e delle capacità degli uomini e delle donne di Ferrari, di tutti gli stakeholder della società e di coloro che, in tutto il mondo, provano per Ferrari una passione unica».

Già, la passione. È tornato a battere anche il cuore del popolo rosso, reduce da un 2020 di pane durissimo felice di sorprendersi con le ultime due pole consecutive artigliate da Charles Leclerc tra Monaco e Baku che hanno risvegliato dal torpore e chiarito che la SF21 può essere monoposto capace di regalare quei risultati che mancano terribilmente.

La conquista della terza piazza nel Mondiale Costruttori, obiettivo dichiarato per il 2021, è la conferma che la Scuderia ha saputo ricostruirsi dalla macerie di un 2020, vera via Crucis. Per capi- re il momento ferrarista, questa settimana abbiamo fatto il punto della situazione con Matteo Togninalli, il capo degli ingegneri di pista del Cavallino.

È l’occasione per conoscere uno di quei personaggi che svolgono un lavoro oscuro ma fondamentale nella squadra di Mattia Binotto. Anche in questo caso lo sguardo è rivolto al futuro: "I cambiamenti sono grossi, abbiamo davanti una grandissima sfida - spiega Togninalli - Penso che quello dell’anno prossimo sia il cambiamento di dimensioni più vaste che la massima serie abbia vissuto nella sua storia. Sotto questo punto di vista, viviamo un’op- portunità unica. Cambieranno le gomme, le loro dimensioni, la forma della macchina, l’aerodinamica, il formato del week-end, praticamente tutto. In questo momento, le energie della nostra factory di Maranello so- no orientate soprattutto al 2022. Su quella che sarà la vettura dell’anno prossimo ab- biamo già degli spunti molto interessanti. Penso che vedremo una F.1 diversa».

Affascinante, romantica, tutta da vivere si presenta anche l’avventura con la Hypercar che debutterà nel Mondiale Endurance del 2023, una sorta di nuovo mondo per la categoria che riporta ai fasti del passato, la meravigliosa tradizione del Cavallino nelle corse di lunga durata interrotta nei primi Anni Settanta che adesso riprende forma e consistenza con una vettura con la quale puntare alla vittoria assoluta a Le Mans e ai titoli iridati nella categoria. Anche in questo caso la scorsa settimana l’annuncio del rinnovo della fortunata partnership tra Scuderia e AF Corse che dura dal 2006 nell’operazione hypercar è un tassello importante nella marcia di avvicinamento alla LMH di Maranello.

La nuova Rossa da assoluto per l’Endurance nasce all’interno della nuova struttura che è stata inaugurata alcuni mesi fa proprio poco oltre il cancello d’entrata della pista di Fiorano. Sotto la supervisione del responsabile dei programmi GT e Corse Clienti del Cavallino, Antonello Coletta il progetto sta andando avanti a tappe ben delineate.

La LMH del Cavallino dovrebbe essere pronta per la pista attorno ai mesi di aprile-maggio 2022 in un crescendo che moltiplica l’attesa.

Nel frattempo nel week end appena trascorso, proprio nel Wec le Rosse si sono prese gran parte della scena alla 8 Ore di Portimao vinta dalla Toyota.

Nella sfida riservata alle Gran Turismo le 488 hanno fatto l’en plein conquistando una meravigliosa doppietta in GTE Pro e il successo in GTE-Am.

Nello scorso week end, intanto continuando a parlare di futuro in chiave ferrarista, Maya Weug ha conquistato per la prima volta un piazzamento tra i migliori dieci al terzo weekend in monoposto della carriera, passando sotto la bandiera a scacchi in nona posizione nella Gara-3 di Spielberg, teatro del primo appuntamento del campionato tedesco ADAC che, oltre ai team locali, vedeva presente circa metà delle squadre iscritte alla serie italiana.

Maya è stata bravissima in tutto il fine settimana, recuperando posizioni in ogni gara dopo essere stata protagonista di qualifiche non particolarmente esaltanti. I progressi della prima ragazza nella storia della Ferrari Driver Academy sono evidenti ed è ora lecito aspettarsi di vederla lottare per un posto in zona punti ad ogni gara.