Non nasconde tutto il proprio scetticismo sulle scelte tecniche adottate dalla Formula 1, Giampaolo Dallara. L'incremento del carico aerodinamico - ottenuto attraverso una maggior efficienza del fondo, un diffusore più alto, ali più larghe - assicurerà insieme alle gomme un radicale incremento delle prestazioni, tuttavia, l'interrogativo è sulle ripercussioni che questo potrà avere nel confronto diretto in pista tra due macchine in lotta.

Se sommiamo i probabili effetti negativi del seguire la macchina che precede da vicino in curva, con aria disturbata e conseguente minore efficienza aerodinamica per chi deve provare il sorpasso, a spazi di frenata che si ridurranno in virtù della maggiore impronta a terra delle gomme e, ancora, del superiore carico aerodinamico, allora le prospettive sullo spettacolo vero, non artificiale - con un DRS atteso a una rilevanza maggiore che in passato - non sembrano rosee.

«Delle nuove regole, da ingegnere non comprendo perché abbiano deciso di puntare su un carico aerodinamico più alto. Ciò significa tecnicamente rendere quasi impossibile il sorpasso, perché nessuno potrà prendere la scia di chi sta davanti. Ci si lamenta del poco spettacolo in F1 e poi si va in direzione opposta...», racconta Dallara al blog del giornalista Leo Turrini.

Su un altro aspetto, non fine a se stesso, ovvero sulle power unit, Dallara aggiunge: «Sono meno negativo sulla power Unit. Vedi, la Formula Uno è e deve essere sperimentazione tecnologica al massimo livello. L'ibrido abbinato al turbo va in questa direzione, è una sfida per chi produce automobili, ha un senso...». Direzione che, secondo Ross Brawn, la Formula 1 non potrà seguire ancora a lungo, quella di un parallelismo di soluzioni tecniche con il mondo della produzione di serie e, oltre il 2020, dovrà scegliere quale strada imboccare.

Commenti da sommare a quelli di chi anticipa un 2017 con i "soliti noti" avvantaggiati i soliti noti, scuderie di vertice che amplieranno ancor più il vantaggio sul resto del gruppo: «Se qualcuno ha pensato queste norme con l'obiettivo di avvicinare il gruppo, allora sono degli stupidi. Ogni qualvolta si apportano cambiamenti significativi, il vantaggio va sempre ai team più grandi, perché hanno maggiori risorse, capacità superiore di sviluppare in parallelo il progetto attuale e lavorare a quello della nuova macchina», la bocciatura di Patrick Head.

Sulla stessa lunghezza d'onda di Dallara, Head ribadisce: «Se volevano una formula che consentisse più sorpassi senza l'utilizzo di dispositivi artificiali come il DRS, allora avrebbero dovuto scegliere una formula che diminuisse i livelli di carico aerodinamico, ma hanno deciso di andare nella direzione opposta».

La Toyota ha subito chiuso la bocca ai sapientoni