Un anno fa gestiva le tensioni con Lewis Hamilton. Una cena chiarificatrice dalla quale ripartire. Toto Wolff ha traghettato Mercedes alla conferma nella stagione della rivoluzione tecnica, lo ha fatto da protagonista sin dall’inverno e non solo per aver costruito un rapporto con Hamilton più saldo che mai, dopo Abu Dhabi, ma anche una gestione dei piloti nel paddock che lo ha visto piazzare Wehrlein in Sauber, Bottas sulla seconda Mercedes e vincere la scommessa Ocon.

Tra i personaggi più influenti del paddock e abili nel gestire gli aspetti politici, Toto allontana l’etichetta del “diplomatico” nel box Mercedes. «Non sono il diplomatico della situazione, una parola così grande! Devi imparare a capire punti di forza e le debolezze della tua squadra. Portarla a essere una squadra di calcio professionista che gioca la palla e non una squadra di ragazzi di 6 anni che corrono dietro al pallone. E’ un capire la propria posizione e svolgerla al meglio delle proprie capacità».

Dall’incontro con Hamilton a fine 2016 si è stretto un nuovo patto con l’interesse comune a confermarsi vincenti: «Ogni pilota ha il diritto di essere arrabbiato quando perde il campionato. Non potevamo aspettarci che fosse tutto allegro quando il suo compagno aveva appena vinto il titolo! Nel corso dell’anno era cresciuta la frustrazione in Lewis, ma non nel team. In parte per motivi fondati, ma ci sono sempre due prospettive dalle quali osservare le cose. L’incontro in inverno ha rappresentato il momento nel quale tutto è cambiato. Non si è trattato di una discussione semplice, ma da allora siamo diventati più forti insieme. Non c’è dubbio che sia un’accoppiata perfetta: noi gli diamo la miglior macchina dello schieramento, lui la guida migliore. Quindi funziona per entrambi». Un’accoppiata che proseguirà fino al 2020 almeno. Il rinnovo di contratto attende solo l’annuncio ufficiale.

Tre stagioni ancora di stabilità regolamentare, per andare a caccia di un primato che misura il successo dalla prospettiva del team principal: eguagliare l’era straordinaria di Jean Todt in Ferrari, con 11 titoli iridati tra piloti e costruttori consecutivi, tra il 1999 e il 2004: «Ho grande rispetto per quel che Jean Todt ha ottenuto in Ferrari, il record è un obiettivo interessante. Per ottenere qualcosa del genere serve uno sforzo di squadra, fissare i giusti obiettivi, perché un tale successo non è mai la conquista di un solo uomo. Ci siamo posti degli obiettivi per il team e siamo motivati a centrarli».

Lavoreranno alla W09 per renderla più facile da sfruttare, introdurranno nuovi concetti aerodinamici, seguendo la concorrenza, vedi un accentuato assetto rake. La conferma al vertice richiede sforzi continui, prodotti quest’anno in una portata sconosciuta nelle stagioni di dominio senza rivali. Da una monoposto completamente rivista nel week end del GP di Spagna agli sviluppi continui introdotti per gestire al meglio le gomme e presentarsi competitivi sui tracciati tortuosi e lenti, più di quanto non avessero fatto a Montecarlo. «La Ferrari ha avuto un inizio molto forte, la loro monoposto è stata subito molto veloce, noi abbiamo iniziato con una diva viziata e abbiamo dovuto trasformarla in una diva controllabile. Alla fine abbiamo vinto 12 gare e la Ferrari solo 5, perciò la diva è sotto controllo». Velocità e affidabilità, non c'è un solo valore aggiunto a fare la differenza in favore della Mercedes.

E Wolff conferma anche il fattore Hamilton: «E’ vero, Lewis ha detto che prima o poi avremmo dovuto fare i conti con la Ferrari e ci sarebbe servito. Ho pensato: “Potrebbe aver ragione”. Ed eccoci qua, aveva ragione lui. Perché le annate dal 2014 al 2016 sono state anomale, non era possibile sostenere un tale dominio per sempre in uno sport così competitivo come la Formula 1».

Hamilton: "Non desidero eguagliare Schumacher"

Sarà ancora lotta a due? Red Bull troverà il passo giusto sin da Melbourne per contendere il mondiale? Tre concorrenti in lizza per il successo nel 2018, è la previsione di Aldo Costa. Toto Wolff si spinge ancora oltre: «Vincere è ogni anno più difficile, scommetto vedremo una lotta tra Mercedes, Ferrari e Red Bull, forse anche McLaren-Renault, per il titolo. E’ una prospettiva eccitante per i tifosi. Ovviamente vogliamo fare le giuste scelte in inverno, limitare gli errori e poi andare in pista. Se vinci, sai di aver fatto un buon lavoro».