Ottenere la doppietta in Germania, sotto gli occhi di Dieter Zetsche, con Sebastian Vettel fuori dai giochi, è lo scenario migliore che potessero augurarsi in Mercedes. Hamilton-Bottas, posizioni da mantenere, voglia di provarci (di Valtteri) da contenere. Tutto logico, istruzione di accodarsi e concludere in parata compresa. A Hockenheim la tempistica del secondo pit-stop va contro Bottas, effettuato appena prima che entrasse in pista la Safety Car, Hamilton lesto a marcare Raikkonen e fare l’opposto di quel che avrebbe deciso Kimi.

Alla ripartenza dopo la neutralizzazione Valtteri ci prova, sfida la leadership di Hamilton, due curve per sperare di saltare davanti, tra il tornante 6 e curva 7-8, ironia della sorte davanti alle tribune Mercedes. Dal muretto, poi, il suggerimento di tirare i remi in barca, non rischiare di gettare al vento un risultato troppo importante per consentire libera battaglia.E’ chiaro, un pilota vuole sempre il massimo, quando Seb è uscito pensavo fosse una buona opportunità per vincere. Lewis è potuto star fuori, io sono dovuto rientrare, prendiamo il lato positivo per il team, è un ottimo risultato”, racconta Valtteri.

Fresco di rinnovo di contratto, un sedile assicurato anche nel 2019, non c’è motivo di polemizzare. Hamilton da una parte, Vettel dall’altra, sono i contendenti di un mondiale che è affare a due e pensare di poter lasciare per strada anche solo un punto è un rischio troppo alto visto l’equilibrio del confronto.

“C’è stata una piccola battaglia quando è rientrata la SC, non sono riuscito a superare e mi è stato detto di minimizzare i rischi, l’ho capito. Quando è uscita la Safety Car eravamo liberi di correre, c’è stata una bella lotta tra me e Lewis nel primo giro, però c’è bisogno di una grande differenza di passo a parità di gomme, sarebbe stato molto complicato e avremmo solo rischiato se avessi spinto di più e provato una mossa incosciente: non aveva senso con il mio compagno. È stata una decisione totalmente sensata, non c’è risentimento da parte mia, la gara l’avevo persa prima, con la Safety Car che è entrata in un momento pessimo, avevo appena effettuato il pit stop”, approfondisce Valtteri.

Dalla prospettiva Mercedes, Toto Wolff si lancia in assicurazioni di parità di trattamento a posizioni invertite. Assicurazioni non necessarie, perché la velocità di Hamilton sul bagnato è stata tale da giustificare un ordine di scuderia a proteggere il risultato a chiusura della rimonta. “Se fosse stata una situazione a parti invertite, con Valtteri al comando e Lewis secondo, avremmo operato la stessa, identica chiamata. Si trattava di portare a casa la vittoria, abbiamo rispettato chi era davanti.

GP Germania, l'analisi di una gara bagnata e infida

Di ordini di scuderia veri e propri - nella visione Mercedes - se ne parlerà solo dopo il rientro dalla pausa estiva, dice Toto: “La corsa è la cosa più importante, abbiamo sempre detto che nel caso in cui dovessero esserci grandi differenze di punti tra i piloti nell’ultimo terzo o nell’ultimo quarto del campionato allora potremmo dover effettuare una chiamata scomoda. Ma adesso è troppo presto per farlo, oggi abbiamo operato per assicurarci la doppietta in casa e poter recuperare parte dei punti che abbiamo perso per la cattiva sorte. Come detto, avremmo fatto lo stesso a parti invertite”.