Sarà interessante scoprire quanto, il prossimo ottobre, resterà delle idee di rivoluzione della Formula 1 avanzate da Liberty Media. Si sa già come le power unit 2021 resteranno quelle attuali, niente semplificazione per l’opposizione netta dei motoristi attualmente impegnati nel mondiale.

I DIETROFRONT E GLI OBIETTIVI

Della scatola del cambio standardizzata, paventata lo scorso febbraio, non se ne farà nulla, le squadre continueranno con una progettazione libera che, dai rumours rilanciati da automotorundsport, verrà congelata per 5 anni.

Anche il design delle monoposto è tornato in discussione. I primi modelli svelati nel 2018 a Singapore lasciarono molti addetti ai lavori tiepidi e dei rendering della prima ora resterà poco. Con le macchine del 2021, tuttavia, si dovrebbe centrare l'obiettivo di una drastica riduzione della perdita di deportanza una volta in scia. Il rischio è che passi per una strada con pochissimi (se non nulli) margini di sperimentazione nel progetto da parte delle squadre.

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Due anni di discussioni su temi ampissimi, che spaziano dalle norme tecniche a quelle sportive e finanziarie, senza ancora un accordo sui particolari, da trovare adesso nel volgere di 4 mesi. Chase Carey, intervistato dagli austriaci di Servus TV, ha ovviamente difeso il rinvio a ottobre sulla definizione dei regolamenti 2021: “Siamo uno sport globale e ci sono molte cose da considerare.

TANTI PUNTI E PROPOSTE DA ESAMINARE

L’incontro di Parigi è stato su come dovrebbe essere la Formula 1 e come può essere migliorata per i tifosi. Dopo discussioni con le squadre e il nostro partner, la FIA, siamo giunti alla conclusione che ha senso dare più tempo per i regolamenti 2021 e oltre. È meglio agire correttamente che correre”.

Quel che fa strano è che si sia giunti, dopo un percorso di trattative e discussioni così lungo, a dover ancora esaminare proposte in ottica 2021: Abbiamo un’intera lista di raccomandazioni, dalla A alla Z. Apprezziamo i suggerimenti, che siano dalle squadre o dai tifosi. Quali decisioni introdurremo è ancora incerto. C’è un lungo elenco di cose, su diverse pagine, alle quali dovremo lavorare punto su punto”.

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Carey si è dimostrato fiducioso sulla possibilità di regolamentare il budget cap e assicurarsi che venga rispettato, con il 2020 – anno di un’introduzione sperimentale e senza conseguenze in caso di mancata osservanza da parte dei team – che servirà quale “rodaggio” per affinare ulteriormente i limiti e l’operatività del controllo dei costi dal 2021.