Giorni di attesa, per la Formula 1. Attesa sulla decisione della città di Miami, il via libera al progetto dell’Hard Rock Stadium di ospitare dal 2021 un Gran Premio. Attesa sul formale ok alle regole sportive, tecniche e finanziarie da introdurre nella stessa stagione, per quello che viene annunciato come un Anno Zero della Formula 1 quanto ad aerodinamica e gomme.

Attesa che, Ross Brawn, non ha mancato di sottolineare, dopo aver criticato l’ostracismo di alcuni team – Mercedes ha ammesso la propria opposizione – alla possibilità di sperimentare nel 2020 lo svolgimento di una gara di qualifica al posto della classica sessione a eliminazione, in tre Gran Premi.

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Brawn legge la gara in Messico e gli spunti diventano una tesi a supporto della necessità di cambiare nel 2021, di adottare la configurazione aerodinamica per come sviluppata dal Gruppo tecnico di lavoro di FIA e F1.

Una forzatura, probabilmente. Perché lo spettacolo in Messico a tratti c’è stato, ha visto battagliare Verstappen e inventare un sorpasso come quelli che tanto si vorrebbero vedere, salvo poi criticarlo (perché?) per aver lottato in partenza e cercato l’attacco senza appiattirsi su una manovra in rettilineo, più complicata da costruire, come dimostrato domenica.

UN PROBLEMA AERODINAMICO

E’ un peccato che non ci sia stata molta lotta in pista, soprattutto tra i leader. C’era tutto per offrire una lotta avvincente, che ruotasse soprattutto intorno al duello tra Mercedes e Ferrari, su un circuito dove i sorpassi sono possibili.

Ancora una volta abbiamo visto che, quando piloti e macchine sono alla pari, diventa molto difficile non solo sorpassare ma anche avvicinarsi alla macchina davanti. Avvicinarsi troppo per pochi giri può voler dire rovinare le gomme, costringere i piloti a rallentare e farli recuperare prima di un altro breve assalto”, commenta Brawn.

ESITO DIVERSO CON LE STESSE GOMME?

Più che il dato aerodinamico, probabilmente a far “saltare” la corsa è stato il rendimento anomalo delle gomme Pirelli, con una mescola dura molto al di sopra delle prestazioni attese e il compound medio incapace di sviluppare una significativa differenza di velocità.

Già nel 2018 si ebbero più strategie alternative e, le necessità di farle funzionare, ha condizionato la condotta di gara di ciascuno domenica scorsa.

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Brawn spinge sulla necessità di cambiare aerodinamica, tuttavia, resta il dubbio che anche correndo con la filosofia delle monoposto 2021 ma il comportamento delle gomme viste nel GP del Messico, il rendimento del pneumatico possa dare un vantaggio superiore e una gestione di corsa diversa all'idea di una lotta sempre e comunque in pista. In soldoni, a Vettel – ad esempio – è mancata la prestazione pura per andare a riprendere Hamilton, su gomma più vecchia, perché quest'ultima ha retto benissimo.

URGE IL CAMBIAMENTO

“C’è bisogno di un cambio nei regolamenti per consentire alle macchine di battagliare da vicino. Il cambiamento non è così distante, potenzialmente, almeno sulla carta, visto che in pochi giorni il Consiglio mondiale della FIA si pronuncerà sul pacchetto per il 2021, che abbiamo presentato insieme alla FIA.

La nuova configurazione aerodinamica è stata sviluppata per ridurre l’impatto del seguire un’altra macchina. Sorpassi e battaglie sono facili quando c’è un delta di prestazione di 1-2 secondi tra macchine, però quando la differenza è più piccola non c’è chance.

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I suggerimenti che dovremmo ritardare l’introduzione delle nuove regole sono frustranti perché la situazione peggiorerà ogni anno di più con le macchine che abbiamo adesso”, l’appello di Brawn – alcuni team, i più grandi, hanno opposto resistenze alle scelte volute da F1 e FIA, che porteranno anche una più marcata omologazione dei design.

Brawn, la Formula 1 dei no sulla gara di qualifica

“Quante opportunità di assistere a battaglie serrate abbiamo perso? Domenica scorsa non ce ne sono state molte, nonostante le caratteristiche della pista e una zona DRS aggiuntiva (piuttosto inutile, mancando un punto di staccata deciso e, soprattutto, considerato la ridotta efficacia del DRS con la densità dell’aria di Città del Messico; ndr).

Se anche questi fattori non producono gare più serrate è tempo di reagire. Non si cambia per il gusto di cambiare, abbiamo riversato un impegno enorme nello sviluppo di questi regolamenti e nell’interesse di lungo periodo dello sport”, ha aggiunto Brawn.