Non annuncia ancora gli impegni futuri, sportivi al di fuori della Formula 1 e con un programma da affiancare che lo tenga ancora nel giro: simulatore, qualche run nelle libere del venerdì, è quanto è emerso negli ultimi mesi dalle trattative con Haas, in particolare.

Robert Kubica a Interlagos torna 10 anni dopo il podio ottenuto nel 2009 con BMW. Un rientro nella categoria che volge al termine e porta con sé risposte dirette ai critici e sensazioni positive. Il dato della prestazione va letto abbinato a una Williams incapace di assistere adeguatamente Robert Kubica e George Russell, talento di grandi prospettive, dimostratosi stabilmente più veloce in qualifica.

Primo giro e Monaco le dimostrazioni più convincenti

“Credo che in generale il passo venga nascosto enormemente da quello che abbiamo dovuto affrontare, cose che hanno avuto un’influenza negativa su quanto sono stato in grado di esprimere. Tornare a uno sport così competitivo dopo tanto tempo e con le limitazioni che ho, molti pensavano non fossi nemmeno in grado di correre.

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Il giro d’apertura è stata una delle situazioni che ho gestito meglio. Monaco è stata una delle mie migliori gare a livello di feeling. Lascio questa stagione non contento delle prestazioni generali ma soddisfatto di come hanno reagito testa e fisico alle sfide”, racconta Kubica.

2021, aspettative da scomporre

La visione sul futuro della Formula 1, poi, non si fa troppo coinvolgere da un entusiasmo forse prematuro sugli obiettivi che riuscirà a centrare il pacchetto di regolamenti presentato a Austin. È necessario scomporre i piani della spettacolarità della gare dall’effettiva possibilità di lottare per la vittoria da parte di più squadre. Questione di tecnici, sempre e comunque.

“Da un lato, avere battaglie più ravvicinate sembra possa essere un obiettivo raggiungibile, per avere gare più spettacolari ed emozionanti. Dovesse dimostrarsi vero dovremmo ringraziare Liberty.

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Quanto alla possibilità di vincere, dipende anche dal talento dei team. Spero che i regolamenti avvicinino i team ma ho dei dubbi a riguardo.

In F1 ci sono sempre state stagioni nelle quali un team ha dominato sull’altro, lo vediamo anche in F2 e F3: le macchine sono le stesse ma il talento delle persone che lavorano ha un’influenza ancora più forte. Se le macchine daranno la possibilità di assistere a gare più combattute sarà importante”.

Sul proprio, di futuro, Kubica si limita a dire: “Le cose stanno andando piuttosto bene, diciamo. Il tempo corre ma sono fiducioso, le cose sembrano mettersi bene, si muovono e sono rilassato. Lavoro come sempre, per me gareggiare è qualcosa alla quale guardo, lavoro su questo aspetto e probabilmente potremo combinare programmi diversi”.