Il primo gran premio del mondiale 2020 non è a rischio. A ribadirlo, gli organizzatori del Gran Premio d’Australia e il ministro per la Salute del governo federlale Greg Hunt.

A Melbourne proseguono i preparativi in vista del week end del 15 marzo, in un quadro legato alle corse che registra la cancellazione della gara della MotoGP in Qatar e il rinvio dell’appuntamento in Thailandia, tra le conseguenze dirette dell’epidemia di coronavirus. Anche il campionato di Super Formula ha deciso il rinvio della gara di Suzuka.

La Formula 1, invece, si appresta al decollo dei primi aerei cargo, dal Regno Unito alla volta di Melbourne, materiale al quale seguiranno le spedizioni dei team entro metà settimana.

E, dai test di Barcellona, si è ripartiti con la necessità di rassicurazioni su eventuali controlli e misure che dovessero interessare il personale operativo in Italia una volta atterrato in Australia.

Normalità la parola d'ordine

“Il nostro suggerimento è di continuare a vivere normalmente, abbiamo 16 casi di contagio, 15 sono guariti. In Australia abbiamo un livello di contenimento altamente effettivo, non siamo immuni ma in questa fase la comunità generale è sicura”, ha spiegato il ministro Hunt.

“La Formula 1 ha confermato lo svolgimento del Gran Premio d’Australia e ci prepariamo a dare il benvenuto a loro e alle squadre a Melbourne.

La Australian Grand Prix Corporation è dotata di un solido sistema di gestione delle emergenze, della sicurezza e della salute per ogni evento e continueremo a lavorare in collaborazione con le agenzie sanitarie e le organizzazioni legate ai servizi d’emergenza e governativi per risolvere questa vicenda”, ha aggiunto Andrew Westacott, direttore della società organizzatrice del GP.

Nessun problema in SBK 

Inoltre, per rassicurare circa l’accesso del personale da zone interessate dalla diffusione del virus Covid-19, ha fatto riferimento alle operazioni condotte dal mondiale Superbike a Phillip Island nel week end: “Avevamo molti piloti e team italiani, tante moto e meccanici giapponesi, come altri team e piloti da altre parti del mondo e sono entrati e usciti dal paese senza che vi siano stati problemi.

Fintanto che vengono adottate logiche precauzioni e vengono seguite tutte le indicazioni governative e mediche, fintanto che le persone fanno le cose correttamente, dovremmo essere in grado di gestire l’evento”. 

Ferrari e FIA, stretto un accordo sul motore 2019