La FIA è stata chiara: occhio ai limiti di pista da rispettare all’Hungaroring, pena cancellazione del tempo. Chi vorrebbe altra, maggiore, chiarezza su cosa è consentito o cosa vada ritenuto al limite e sanzionato, nelle battaglie in gara, è Daniel Ricciardo.

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L’ultimo giro del GP di Stiria, l’attacco di Lance Stroll al tornante di curva 3, a fare le fortune di Lando Norris, pronto ad approfittarne, non è andato giù al pilota Renault. I commissari di gara hanno deciso non fosse necessario procedere con penalizzazioni perché è mancata la “responsabilità prevalente” di uno dei due piloti, nell’episodio in questione. E si classifica in quel corso del “lasciateli libere di correre”, avviato lo scorso anno dopo le polemiche sorte in Canada per quanto avvenuto tra Vettel e Hamilton.

Un tentativo di sorpasso fallito

“Non ho mai voluto regole così stringenti da disincentivare a correre, però, sai, non voglio finire a guidare sui gusci delle uova e col timore di premere il grilletto: esiste il tentativo di sorpasso come anche la possibilità di fallire.

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Entrambi siamo finiti fuoripista, se avessi chiuso avremmo avuto un incidente, lui è anche finito fuorpista. Ha provato una manovra, ha tutto il diritto di farlo, io ho lasciato spazio e non avrei dovuto. Essendo finiti entrambi fuori lo vedo come un tentativo fallito, perciò avrebbe dovuto restituirmi la posizione”, ha commentato Ricciardo al giovedì del Gran Premio d’Ungheria.

Confronto tra piloti e direzione gara

L’intenzione è di rileggere l’accaduto nella riunione tra piloti, con la direzione gara e Michael Masi: Per come la vedo io è una situazione piuttosto chiara. Avesse fatto la curva, spingendomi fuori, avrei accettato la manovra, però ha finito con portarci tutti e due fuori e non vedo come possa mai essere qualcosa che funziona. Ne parleremo nel briefing piloti e vedremo l’opinione di tutti, cosa dicono: non riesco a immaginare nessun pilota che possa dire è una manovra pulita, è così che funziona.

Ha provato e pensato ok se prendo una penalità, altrimenti avrò fatto una manovra. Non è qualcosa da discutere necessariamente con un pilota, del genere ‘è stata una manovra sporca, cosa pensavi di fare?’.

Piuttosto, c’è bisogno di parlare come gruppo, noi piloti e i commissari, per provare a istruire tutti su ciò che è giusto e cosa sbagliato. Non mi aspetto che Lance in questo week end faccia la stessa cosa pensando di cavarsela ogni volta, per questo serve parlarne probabilmente nel briefing di venerdì”.

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