F1 2024, dove eravamo rimasti: Haas

F1 2024, dove eravamo rimasti: Haas© Getty Images

La Haas riparte dall'ultimo posto tra i Costruttori del 2023 ma soprattutto dall'uscita di scena di Steiner e Resta: Ayao Komatsu eredita una situazione non facile, nella speranza che la VF-24 abbia intrapreso la giusta rivoluzione tecnica cominciata già con la VF-23

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17.01.2024 ( Aggiornata il 17.01.2024 14:55 )

La macchina: qualifica e passo gara, troppa differenza

Nel 2023, la Haas VF-23 è stata quella che ha sofferto di più tra qualifica e passo gara. Nessuno ha avvertito macro-differenze così nette come quelle della macchina americana, spesso molto buona sul giro secco ma in grande sofferenza sul passo. Il grande dilemma è stato legato alla gestione delle gomme, e forse non è un caso che la Haas sia legata alla Ferrari, anche lei frenata a lungo dall'incapacità di far durare i pneumatici nei lunghi stint. Proprio come il Cavallino Rampante, anche la Haas nel corso del 2023 ha scelto di intraprendere un cambio di concetto sulla sua vettura, con gli aggiornamenti di Austin che hanno fatto da base al modello del 2024. La vecchia versione della veste aerodinamica (quella delle "vasche") garantiva picchi di carico maggiori, ma aveva un minor potenziale di crescita ed era praticamente già plafonata dopo un solo anno e mezzo di regolamento: la nuova versione, più ispirata alla Red Bull, sulla carta offre picchi inferiori nell'immediato ma garantisce maggiori possibilità di intervento (sia nella ricerca degli assetti che nel potenziale di sviluppo) e dunque una maggior versatilità tra una pista e l'altra, oltre che una finestra di funzionamento più larga. Il lavoro sul degrado gomme non è un concetto astratto a tutto ciò, e può migliorare con un lavoro sull'assetto ovviamente legato al tipo di macchina che si ha a disposizione. Nel caso della VF-23, i piloti si sono ritrovati tra le mani una monoposto talvolta imprevedibile nel comportamento (pure in questo, altra similitudine con la Ferrari), il tutto per via di una certa instabilità. 

Per il 2024 il team utilizzerà i dati delle ultime gare del 2023 per partorire una VF-24 che nasce con lo scopo di risolvere i problemi intrinsechi del progetto 2023, e per farlo si affiderà ad un telaio nuovo, più snello, che permetterà una veste aerodinamica più adatta alle nuove esigenze. Azzeccare i concetti di base sarà fondamentale, ma poi la palla passerà, come sempre, agli sviluppi: e qui entreranno in gioco fattori non solo tecnici, ma pure di organizzazione e lavoro in fabbrica, quelli che sono finiti sotto la lente di ingrandimento nella gestione Steiner.

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I piloti: chi aveva ragione?

All'alba del 2023, i trascorsi tra Magnussen ed Hulkenberg destavano un po' di preoccupazione. Ed invece non ci sono stati grandi grattacapi tra questi due piloti, più disposti a collaborare e probabilmente anche più maturi rispetto al passato. La preoccupazione, semmai, è stata constatare la differenza di gradimento tra i due: a fine anno Kevin ha preferito la nuova versione della monoposto, Nico quella vecchia. In generale la carrozzeria aggiornata non ha garantito chissà quali passi avanti in termini cronometrici, ma a sentire il danese garantiva un bilanciamento più equilibrato, in parole povere offriva una maggiore semplicità alla guida. Non era evidentemente dello stesso avviso il tedesco, che infatti ha chiesto ed ottenuto la vecchia versione. Nico non si è nascosto con il team, definendo insufficienti gli interventi per pensare di raggiungere gli obiettivi prefissati. Le preferenze di guida dei due piloti saranno un tema nel 2024: per crescere e raggiungere la concorrenza, serve collaborazione (e quella è parsa esserci nel corso dell'anno) ma soprattutto una strada chiara da seguire. Se il 2023 è terminato con due piloti che chiedevano specifiche molto differenti, significa essere andati nell'inverno con poche certezze.

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