Simon Pagenaud ha centrato a Phoenix la sua prima vittoria su ovale nel quarto round dell’IndyCar 2017. Il pilota transalpino sì è imposto grazie ad un buon passo ma soprattutto approfittando di una clamorosa fortuna strategica. In occasione dell’ultima caution, causata da un contatto con le barriere di Takuma Sato, Pagenaud si è trovato solo al comando dato che tutti i rivali si erano già fermati per il pit-stop. Così ha potuto effettuare la sosta in safety-car e riprendere tranquillamente il comando con tutte le vetture doppiate alle proprie spalle. Oltre che… davanti ai rivali.

Da quel punto non c’è più stata storia: Pagenaud ha allungato in vetta mentre gli altri cercavano di farsi spazio per andare all’inseguimento. Dopo un assalto di Josef Newgarden, subito interrotto da un contatto e dalla necessità di sostituire l’ala anteriore (cosa per altro successagli più volte) ci ha provato Will Power, che aveva comandato le operazioni nelle fasi centrali. Nonostante fosse riuscito ad arrivare a 3” di distacco, ha pensato ai punti, molto utili dopo un pessimo inizio d’anno. Alla fine, l’australiano ha chiuso secondo davanti a JR Hildebrand, che ha regalato il podio al team di Ed Carpenter dopo l’infortunio di Long Beach, e al poleman Helio Castroneves.

Dopo l’ultima sosta si sono trovati tagliati fuori i due alfieri del team Ganassi Scott Dixon e Tony Kanaan, che hanno perso un giro, mentre Ed Carpenter ha approfittato di numerosi contatti per prendersi il settimo posto. Nonostante i pochi sorpassi, dovuti al pacchetto aerodinamico a pieno carico scelto dalla serie, diversi sono stati i contatti e le strisciate con le protezioni anche se in due soli casi hanno portato alla caution. Oltre a quello di Sato, l’altro incidente degno di nota è stato quello della prima curva: Mikhail Aleshin si è girato da solo mettendo KO altre quattro vetture: quelle di Marco Andretti, Max Chilton, Graham Rahal ma soprattutto Sebastien Bourdais. Il francese ha così perso la leadership del campionato e ora si trova quarto ad oltre 30 lunghezze dal connazionale Pagenaud. Altri contatti hanno fermato Ryan Hunter-Reay, Alexander Rossi e Conor Daly: solo 13 vetture sono state classificate a fine gara.

Verizon IndyCar Series Phoenix (USA): 1. Pagenaud (Dallara DW12-Chevy) 250 giri in 1h46’24”9473, alla media di 231.839 km/h; 2. Power (Dallara DW12-Chevy) a 9”1028; 3. Hildebrand (Dallara DW12-Chevy) a 9”3417; 4. Castroneves (Dallara DW12-Chevy) a 16”5864; 5. Dixon (Dallara DW12-Honda) a 1 giro; 6. Kanaan (Dallara DW12-Honda) a 1 giro; 7. Carpenter (Dallara DW12-Honda) a 2 giri; 8. Kimball (Dallara DW12-Honda) a 2 giri; 9. Newgarden (Dallara DW12-Chevy) a 2 giri; 10. Munoz (Dallara DW12-Chevy) a 3 giri; 11. Jones (Dallara DW12-Honda) a 3 giri; 12. Hinchcliffe (Dallara DW12-Honda) a 4 giri; Giro più veloce: il 208° di Power in 19”7446, alla media 299.885 km/h.

In campionato 1. Pagenaud punti 159; 2. Dixon 141; 3. Newgarden 133; 4. Bourdais 128; 5; Hinchcliffe 120.