Un'ultima ora con tanti colpi di scena, ritiri, slow zone e safety car. Prima la LMP2 di Vergne (G-Drive Racing), poi Allen (SO24-HAS by Graff) che nella stessa categoria finisce a sbattere alla curva Porsche provocando l'ingresso in pista della vettura di sicurezza. Subito dopo, ko anche la Dragon Speed con Hedman alla guida, anche lui in LMP2, in una classe decimata proprio nel finale. 

Niente però serve a fermare la Toyota numero 8, che porta a casa per la terza volta di fila il successo alla Sarthe. Esultano Sebastien Buemi, Brendon Hartley e Kazuki Nakajima, ma può gioire anche la Rebellion, che porta la numero 1 al 2° posto con Norman Nato, Gustavo Menezes e Bruno Senna. Sul podio l'altra Toyota con Kobayashi, Lopez e Conway, bravi a rimontare e ad approfittare dei problemi a circa un'ora dalla fine dell'altra Rebellion.

In LMP2 esultano Paul di Resta, Filipe Albuquerque e Philip Hanson, che portano al successo il team United Autosports davanti alla vettura del team Jota numero 38 con Davidson, Da Costa e Gonzalez. Un finale emozionante in questa classe, con il team United Autosports che tiene il fiato sospeso fino a pochi minuti dalla fine, cioè fino a quando vede Hanson uscire davanti ai rivali dopo l'ultimo pit-stop. Una vittoria che sarebbe arrivata comunque, dal momento che Davidson effettua comunque un'altra sosta a soli 5 minuti dalla conclusione. A sorprese invece va sul podio la Panis Racing con Vaxiviere, Jamin e Canal, un equipaggio tutto francese che approfitta della rottura della sospensione sulla Arus 01 del G-Drive Racing a circa 45 minuti dalla fine: disperato Jean-Eric Vergne, che vede andare in fumo tutto il lavoro fatto da lui insieme a Rusinov e Jensen proprio sul finale di questa 24 Ore.

Urlo Aston Martin nella categoria GTE Pro, con Alexander Lynn che nell'ultimo stint certifica il successo della casa britannica, condividendo la vittoria della numero 97 con Maxime Martin e Harry Tincknell. Niente da fare per la Ferrari di Calado, Pier Guidi e Serra, che deve accontentarsi del 2° posto. Sul podio l'altra Aston di Thiim, Westbrook e Sorensen, con Rigon-Bird-Molina al 4° posto di classe sulla seconda 488. 

La bagarre in GTE Am va invece al team TF Sport, che porta al successo l'Aston Martin numero 26 con Charlie Eastwood, Jonathan Adam e Salih Yoluc. Al 2° posto di classe la Dempsey-Proton Racing, con Matt Campbell, Riccardo Pera e Christian Ried, che chiudono davanti in volata all'AF Corse, la quale piazza comunque sul podio Nielsen, Perrodo e Collard. 

Ventitreesima ora

Kazuki Nakajima, con la Toyota numero 8, viaggia indisturbato verso il successo di questa 24 Ore di Le Mans quando mancano appena 60 minuti alla conclusione. Sono 5 i giri di vantaggio che dispone sulla Rebellion numero 1 con Norman Nato alla guida. I colpi di scena arrivano però dall'altra Rebellion, la numero 3, che finisce fuori quando mancano un'ora e sette minuti alla bandiera a scacchi: escursione fuori pista e sosta prolungata ai box, per alcuni problemi. Ringrazia Jose Maria Lopez, che si prende la terza piazza con la Toyota numero 7.

In LMP2 posizioni cristallizzate, con Paul di Resta sulla Oreca del team United Autosports che viaggia con un vantaggio di tutta sicurezza sulla vettura del team Jota con alla guida Anthony Davidson, in ritardo però di oltre 1'40".  Jean-Eric Vergne invece è terzo con la vettura numero 26 del G-Drive Racing.

Tra Alexander Lynn e James Calado c'è oltre un minuto, motivo per cui restano poche speranze alla Ferrari per imporsi nella categoria GTE Pro, con l'Aston Martin numero 97 con il successo in pungo. Aston che è favorita anche per il terzo posto, dato che l'altra 488 con Davide Rigon è lontanissima.

Tra le GTE Am, ci sono 2'20" tra Eastwood (Aston Martin affidata al TF Sport) e Matteo Cairoli (Porsche del team Project 1), che deve guardarsi dalla Porsche del team Dempsey-Proton Racing, con Matt Campbell a soli 15" dall'italiano.

Ventiduesima ora

Corsa totalmente in pungo della Toyota numero 8 (Kazuki Nakajima al volante), che viaggia con 5 giri di vantaggio sulla coppia delle Rebellion, che più davanti devono guardarsi dietro: la Toyota numero 7, con Jose Maria Lopez a bordo, sta tentando di riacciuffare il podio nonostante il giro di ritardo.

Tra i prototipi di "Serie B", le LMP2, Paul Di Resta sta conducendo al successo la vettura numero 22 affidata alla United Autosports, con Anthony Davidson (salito al posto di Antonio Felix Da Costa) con i colori Jota a sua volta con un margine di sicurezza sulla terza classificata in questa categoria, la monoposto del G-Drive Racing con Mikkel Jensen alla guida.

Difficilissima la situazione per la Ferrari tra le GTE Pro, con un ritardo di 1'14" dalla vettura in testa in questa categoria, la Aston Martin di Harry Tincknell: per quanto Daniel Serra stia spingendo, i tempi pressoché identici tra la Aston e la 488 fa presupporre un risultato già scritto a meno di incidenti o rotture. Terza l'altra Aston Martin con Marco Sorensen alla guida.

Tra le GTE Am situazione che sorride alla TF Sport con Charlie Eastwood, che guida con poco meno di 3' sulla macchina del Team Project 1 con Larry ten Voorde.

Ventunesima ora

Con la #8 ben avviata verso la conquista della sua terza Le Mans consecutiva, in Rebellion hanno deciso di congelare le posizioni. A Menezes, sulla #1 è stato imposto di tenersi a due secondi da Dumas sulla #3: insomma, nessun rischio, le macchine vanno messe sul podio e portate a casa. Anche perché la TS050 #7 continua la sua rimonta disperta, portandosi a -1 giro di distacco dalle R13, con ancora 3 ore di gara.

In LMP2, si aspetta solo la bandiera a scacchi per consegnare la vittoria di classe alla Oreca #22. Per quanto riguarda secondo e terzo posto, questione quasi chiusa con la Jota #38 davanti alla G-Drive #26.

In GTE Pro, l'appassionate testa a testa tra Aston Martin e Ferrari si avvia alla conclusione. Martin, sulla Vantage #97 conduce con più di un minuto di vantaggio sulla 488 #51 condotta da Serra, gli ultimi pit stop saranno decisivi.

Nella classe GTE Am, in testa, sempre l'Aston Martin TF Sport #90.

Ventesima ora

Meno quattro ore alla fine. La Toyota #8, con adesso Hartely al volante, continua la sua corsa solitaria, inesguita dalla coppia Rebellion che paga un ritardo di 5 giri. In quarta posizione la TS050 #7, che sta tentando una rimonta nell'ultima parte di gara per recuperare i 2 giri di ritardo che apga nei confronti delle R13 e giocarsi la possibilità di salire sul podio.

In LMP2, con la Oreca #22 a dettare il ritmo, è la battaglia per il podio a infiammare la classe. Tra la Jota #38 e la G-Drive 26 sarà testa a testa fino alla fine. La Dallara Cetilar, con Belicchi ora alla guida, è 11esima in classe e 15esima nella generale.

Aston Martin e Ferrari stanno dando spettacolo in GTE Pro. La Vantage #97 è sempre al comando, con 40" di vantaggio sulla #51: non è finita, può succedere ancora di tutto. L'unica sicura del risultato pare essere la Vantage #95. Troppo lontana dalla #51 per provare l'attacco e a distanza di sicurezza dalla #71 per considerare a rischio il suo terzo posto.

Diciannovesima ora

La notte è passata tranquilla per Toyota, che ha superato i problemi di affidabilità e conduce in tutta tranquillità la gara, con la 8, in testa al mucchio selvaggio. La classifica non  è cambiata: alla spalle del prototipo giapponese, le Rebellion #1 e #3, poi, in quarta posizione, la TS050 #7 che sta recuperando per provare a salire sul podio.

In LMP2, dramma sportivo in casa Autosport United a causa di una perdita d'olio ha mandato K.O. la #32. Sogni di doppietta sfumati, non quelli di vittoria di classe, visto che la #22 è saldamente in testa con ampio vantaggio sulla Jota #38.

In classe GTE Pro, il duello tra #97 e #51 pare essersi risolto in favore di Gaydon. Le due vetture stanno su strategie diverse, ma il tempo perso ai box a causa della sostituzione dei dischi freno, ha fatto perdere tempo prezioso alla #51, che ora si trova a oltre 1 minuto di distacco. Non è finita, ma le speranze ridotte in casa AF Corse. Le Mans da dimenticare per Porsche. Un problema elettrico ha fatto precipitare la #91 nelle retrovie.

In GTE Am, l'Aston Martin TF Sport è sempre al comando della categoria.

Quattordicesima ora

Quello che è successo nel cuore della notte ha dell’incredibile. I problemi di affidabilità continuano ad affliggere Toyota: la #7, saldamente in testa per più di metà corsa, ha accusato problemi al turbo e dopo un pit stop di 30 minuti per sostituire la parte danneggiata è precipitata in quarta posizione. Al comando c’è la #8, che non ha più il problema di surriscaldamento ai condotti dei freni dopo la riparazione effettuata durante la prima neutralizzazione. Secondo e terzo posto per le le Rebellion #1 e #3.

In LMP2, la #37 è stata squalificata mentre la #26, dopo il problema elettrico delle scorse ore, si trova in quinta posizione di classe, la nona della generale. In testa la lotta per la vittoria di categoria è animata dal bellissimo duello in casa United Autosport, con la #32 in testa con 2” di vantaggio sulla vettura gemella. Albuquerque, infatti, è stato protagonista di uno stint incredibile che ha permesso alla #22 di rifarsi sotto recuperando da uno svantaggio di 17”.    La Oreca #38 della Jota, salda al terzo posto. La Dallara Cetilar è al 12 posto di categoria, il 16° assoluto.

 

Aston Martin e Ferrari proseguono nel loro testa a testa in classe GTE Pro. La Ferrari #51 è tornata al comando dopo il pit stop per il cambio pilota della Vantage #97 - Martin ha preso il posto di Lynn - e adesso tocca a Pierguidi spingere, accumulare vantaggio e mantenere la testa della corsa quando arriverà il momento del suo pit stop.

Purtroppo per AF Corse, la #71 è stata vittima di una foratura che l’ha costretta ai box e ha permesso all’altra Aston Martin, la #95, di risalire in terza posizione.

In classe GTE AM la vittoria se la giocano le Aston Martin #90 e #98.

Nona ora

In testa alla corsa non è cambiato nulla. C'è Conway a guidare il gruppo sulla Toyota #7, con 1 giro di vantaggio sulla #8 condotta adesso da Buemi. Terza, a due giri, la Rebellion #1, davanti alla gemelle #4 un po' più staccata.

Nella classe LMP2, le riparazioni sulla #37 son finite, i meccanici hanno fatto il miracolo, ma è costato almeno 22 giri di ritardo rimettere la vettura in pista: risalire in zona punti è un'impresa disperata. Il duello tra la #32 e la #26 ha animato la lotta per il vertice, poi il colpo di scena: in maniera del tutto inaspettata, la Aurus della G-Drive si è ammutolita dopo il pit stop per il cambio pilota, dicendo così addio ai sogni di gloria... E spianando la strada alla seconda vettura United Autosport, la #22, al secondo posto di classe, il sesto assoluto.

Il problema sulla G-Drive #26, parrebbe essere elettrico. Rusinov ha tentato in tutti i modi di far resuscitare la vettura, procedendo con accensioni e spegnimenti continui del motore per quasi un giro. Tentativi di "riavvio del sistema", tipo PC di casa impallato, insomma, ma alla fine si è arreso e tornato ai box.

In GTE Pro, Ferrari e Aston Martin stanno dando spettacolo. La #51 si era rimessa al comando dopo il pit stop della #97, ma Martin si è ripreso la posizione grazie a un sorpasso stupendo su Pier Guidi, che adesso ha 3 secondi da recuperare, ma nessuna intenzione di lasciargliela vinta al team di Gaydon.

La classe GTE Am vietata ai deboli di cuore: #90, #98 e #83 sono in piena lotta per la vittoria.  

Ottava ora

C'è molta attività ai box per tentare il tutto per tutto e riparare le auto uscite acciaccate dagli incidenti dell'ultima ora. in ByKolles stanno cercando di riparare la vettura schiantata da Spengler, mentre nel garage del Team Jackie Chan sono alle prese con le riparazioni sulla #37. Inoltre la G-Drive #16 continua ad essere afflitta da problemi elettrici che nemmeno il cambio di volante pare aver risolto. Ci sono ancora molte ore di gara e con in palio il doppio dei punti, rimettere le vetture in pista è di vitale importanza.

In LMP1 non pè cambiato nulla. La Toyota #7 cotinua a dettare il ritmo con due giri di vantaggio sulla 8. Ancora più staccate le due Rebellion in terza e quarta posizione.

In LMP2, al comando, c'è la Oreca #32 condotta ora da Brundle, che deve gestire 1.2" di vantaggio su Vergne e più di 3" su Davidson. Gara di tutta sostanza per l'equipaggio Tricolore Cetilar, saldamente al 14° posto assoluto con la loro Dallara motoridzzata Gibson che vede adesso al volante Roberto Lacorte.

In classe GTE Pro, la mossa strategica dell'Aston Martin sta pagando. Lynn è balzato al comando, incalzato da Pierguidi, mentre un po' più staccati restano Molina sulla Ferrari #71 e Thiim sulla Vantage #95.

In GTE Am, al comando è passato Nielsen, sulla Ferrari AF Corse #83, insieguito dalle Vantage #90 e #98.

Per ora, scongiurata la possibilità della pioggia: la perturbazione sta solo lambendo il circuito.

Settima ora

Nemmeno il tempo di tornare a dare gas che la corsa è stata di nuovo netraulizzata per due incidenti non correlati. Il primo è occorso alla Bykolles, andata a muro con Spengler al voltante alla Dunlop. Il pilota, in qualche modo, ha rimesso la LMP1 in pista, nell'estremo tentativo di riportare la vettura ai box, ma l'unico risultato è stato quello di sbattere alla Mulsanne. Il secondo incidente è avvenuto quasi in contemporanea del primo e ha visto protagonista la vettura #30 uscire violentemente di pista alla chicane della Mulsanne

Con la gara neutralizzata, in Toyota stanno cercando di riparare la TS050 #8, con i condotti dei freni cotti, nel tentativo di assicurare alla vettura il secondo posto, visto che il primo è saldamente nelle mani della #7.

In LMP2 c'è la G-Drive con Vergne al volante, ma il team rischia di perdere la 16#, ai box per un'avaria. Al secondo posto c'è la United Autosport #32 condotta al momento da Di Resta, terza la Jota di Davidson.

Calado, nella Ferrari #51, continua a guidare il gruppo delle GTE Pro, inseguito non più dalla 488 sorella, ma dalla vantage #95 di Lynn. Terzo Rigon, sulla 488 #71.

Sesta ora

Sul Circuit de La Sarthe è calata la sera e il tramonto ha portato anche la prima Safety Car della corsa, causata dalla Ferrari #52 con West al volante, che ha sbattuto violentemente contro le barriere alla curva Porsche, disturggendo l'anteriore sinistra. In Toyota hanno appofittato della SC per chiamare ai box la #7, che nel frattempo stava continuando ad accumulare vantaggio sulla #8 in difficoltà per un problema di raffreddamento ai condotti dei freni, ma aiutata tantissimo dalla neutralizzazione. Infatti, la SC ha permesso a Nakajima di recuperare lo svantaggio e mettere in testa il prototipo. 

In LMP2 è passata in testa la Oreca #37 del team Jackie Chan DC Racing, che conduce davanti alla G-Drive di di Vergne.

Nella classe GTE Pro, continua la corsa in testa delle due Ferrari. Anche dopo il pit sto, la #51 è davanti alla 71, inseguite a debita distanza dall'Aston Martin #97. Al momento la corsa in questa categoria se la giocano questi tre equipaggi, la quarta, la Vantage #95 è quarta, ma staccata di un giro.

In GTE AM, c'è l'Aston Martin Vantage #98 a dettare il ritmo. Ma ora occhio al tempo: lampi in lontanaza minacciano pioggia.

Quinta ora

La quinta ora di gara è stata caratterizzata da una slow zone alla Arnage, a causa della LMP2 #35 dell'Eurasia Motorsport finta in ghiaia. Inconveniente che non ha rallentato la corsa solitaria della TS050 #7, ora con Kobayashi al volante, che conduce con un giro di vantaggio sulla gemella #8. Staccate le Rebellion #3 e #1.

Nella classe LMP2, c'è sempre la Oreca #32 United Autosport di Owen in testa, ma adesso è passato al secondo il suo compagno di squadra, Di Resta, con l'altra Oreca United Autosport, con Gonzales in terza.

In GTE Pro è spettacolo. Le Ferrari dettano il ritmo, con la #71 condotta da Rigon davanti di un soffio alla #51 che vede ora Serra al volante. Aston Martin staccate di circa 7 secondi e la Porsche #91 in difficoltà a reggere il ritmo.

Nella classe GTE Am, è ancora Aston Martin contro Ferrari, con la Vantag #90 TF Sport che sta battagliando sul filo dei decimi contro la 488 #72 Hub Auto Racing.  

Quarta ora

 

Allo scoccare delle 18.30 prosegue il dominio Toyota, con Brendon Hartley (numero 8) davanti a Kamui Kobayashi (numero 8). Tra le due TS050 ci sono circa 14", mentre la Rebellion numero 1 con Guastavo Menezes insegue a 2'40" dal vertice. L'altra Rebellion è quarta a 1'16", sprofonda invece il team ByKolles, al 26° posto assoluto dopo alcuni problemi.
 
La LMP2 è per ora la categoria più combattuta con Will Owen (United Autosports) a condurre davanti a Roberto Gonzalez (Jota) con 17" di margine, a sua volta tallonata dalla Oreca di Tereschenko del Duqueine Team. 
 
Nella GTE Pro Ferrari al comando con Sam Bird, che a parità di sosta guida questa categoria con 9" sull'Aston Martin di Harry Tinkcknell, mentre l'altra Ferrari dell'AF Corse, ora in pista con Daniel Serra, si trova in terza posizione vicinissima alla 488 gemella.
 
In GTE Am il comando passa invece alla Ferrari, con Emmanuel Collard davanti a Tom Blomqvist sulla 488 della Hub Auto Racing.

Terza ora

Corsa totalmente in controllo delle Toyota, con Kamui Kobayashi (numero 7) davanti con 1'20" di vantaggio sulla monoposto gemella guidata al momento da Brendon Hartley. La numero 8 per ora ha effettuato uno stop in più, ma è comunque saldamente davanti di mezzo minuto sulla prima delle Rebellion, quella che finora si sono divisi Senna e Menezes. L'altra Rebellion è lontana a sua volta di 1'20", mentre il quinto ed ultimo posto di categoria spetta alla P1/01 del team ByKolles, con Oliver Webb indietrissimo e già con qualche problema che ha fatto sprofondare l'equipaggio al 13° posto assoluto.
 
Tra le LMP2 Antonio Felix Da Costa (Jota) conduce con appena 2" su Job Van Uitert (United Autosports), nella categoria più combattuta ed incerta dopo le prime tre ore. Lotta a tre con Roman Rusinov (G-Drive Racing) a meno di 3" da Van Uitert. 
 
Nelle GTE Pro a parità di soste l'Aston Martin di Maxime Martin si trova davanti a tutti con 8" di vantaggio su una Ferrari numeri 51 che non molla con Alessandro Pier Guidi, con l'altra Ferrari dell'AF Corse anche lei in piena lotta con Sam Bird ed a soli 3" dall'altra vettura del Cavallino. 
 
Nella categoria GTE Am Larry ten Voorde conduce con la sua Porsche 911 affidata al Team Project 1 con poco meno di mezzo minuto di vantaggio sulla Aston Martin del team TF Sport con Yoluc. 
 

 

Seconda ora

Avvicendamento al vertice di questa 24 Ore di Le Mans 2020, con lo scambio di posizioni tra le due Toyota. Il pit-stop anticipato favorisce la numero 8 di Buemi, che si fa sotto a Conway per poi passarlo, con la difesa di Conway che sembra fin troppo "morbida". La motivazione è che i due prototipi nipponici sono su strategie differenti. Dopo due ore Buemi di poco avanti a Conway, ma la Toyota numero 8 sembra andare su una corsa con più soste. La prima Rebellion si trova a circa 1'30" dalla vetta con Senna, a sua volta davanti al compagno di colori Berthon. Molto staccato Dillmann con ByKolles, verso il doppiaggio nella terza ora.

Fin qui molto bella la lotta tra le LMP2, dove James Allen (SO24- Has by Graf) prende il comando dalle mani di Filipe Albuquerque (United Autosports), con Kenta Yamashita (High Class Racing) alle calcagna dei primi due. Uno scontro a tre con le tre Oreca tutte quante molto vicine.

In GTE Pro Ferrari al vertice con James Calado, che lascia il posto a Pier Guidi disponendo di 9" sull'Aston Martin di Nicki Thiim, che a sua volta lascia il posto a Sorensen. Una 24 Ore invece per ora non semplice per la Porsche, con Gianmaria Bruni che lascia il volante a Richard Lietz a quasi 2' dal vertice della categoria e dietro anche all'altra Porsche. Intorno allo scoccare della seconda ora però la Ferrari numero 51 va di nuovo ai box seguita dall'Aston di Sorensen, così al comando si ritrova l'altra Ferrari di AF Corse con Molina.


Tra le GTE Am Dalla Lana prende il posto di Gun con l'Aston Martin ufficiale, e va in pista con circa 18" di vantaggio sull'Aston privata della TF Sport di Yoluc, al posto di Eastwood che conclude il primo turno di guida.

Prima ora

Prima bandiera gialla che arriva dopo circa 20 minuti dalla partenza, quando alla Dunlop la Ferrari numero 61 pilotata da Oswaldo Negri nella categoria GT Am perde in controllo costringendo la Porsche numero 88 a scartare sulla destra e finire fuori, provocando appunto la bandiera gialla. Alla stessa curva circa 20 minuti dopo nella LMP2 la Ligier dell'Eurasia Motorsport finisce fuori scartando pericolosamente verso sinistra ed insabbiandosi: errore del nipponico Nobuya Yamanaka e slow zone.

Nella LMP1 nei primi pit-stop la Toyota numero 8 con Buemi effettua una sosta più rapida e balza davanti alla Rebellion di Senna, che scende così al terzo posto dietro ai due prototipi giapponesi. L'1-2 Toyota dura uno stint, fino a quando Buemi giusto allo scoccare della prima ora di gara si ferma nuovamente lasciando la 2° e 3° posizione rispettivamente a Senna e Berthon, entrambi con la Rebellion

Detto di Yamanaka, nelle LMP2 Albuquerque guida la categoria a bordo della sua Oreca del team United Autosports con 10" su Yamashita della High Class Racing. Brutte notizie per Juan Pablo Montoya, penalizzato di 20" e scivolato al 13° posto tra le LMP2.

25° posto assoluto e 1° di categoria per l'AF Corse e James Calado, che conduce tra le GT fino al momento del pit-stop prima di scivolare in quarta posizione in attesa della fermata delle due Aston Martin e della vettura gemella.

Tra le GT Am, Ross Gunn guida la classifica con l'Aston Martin ufficiale tallonato da Eastwood, anche lui con l'Aston ma con i colori della TF Sport.

 

Partenza e primo quarto d'ora

Toyota numero 7 con Mike Conway alla guida che tiene la prima posizione nonostante l'ottimo spunto di Bruno Senna con la Rebellion numero 1, la quale deve subito guardarsi dall'altra Toyota di Buemi. Ritmo subito importante per i prototipi della LMP1, con Buemi che prova a togliere la seconda posizione alla Rebellion, ma senza successo. Dopo un quarto d'ora di gara
 
Tra le LMP2 Albuquerque resta davanti nella categoria con la sua Oreca 07 del team United Autosports, mentre dietro di lui Giedo Van der Garde dopo qualche minuto di studio si prende la seconda posizione con la Oreca numero 29 con i colori del Racing Team Neterland.
 purtroppo la A470 della Signatech Alpine-Elf che è costretta a fermarsi subito ai box, un inizio difficile per uno degli equipaggi (Negrao, Laurent, Ragues) dal quale ci si aspettava molto.
 
Nelle GT Pro gran partenza della Ferrari numero 51 che con Calado prende la leadership della categoria le due Aston Martin, mentre Gianmaria Bruni con la Porsche 91 è costretto ad inseguire, lamentandosi di una velocità di punta non ottimale. 

L’edizione numero 88 della 24 Ore di Le Mans, è il penultimo appuntamento della stagione 2019/2020 del WEC. La gara scatta alle 14:30, con Carlos Tavares, presidente del Gruppo PSA e futuro CEO di Stellantis, chiamato a dare il via alla corsa come starter ufficiale.

Seguiremo la gara con la cronaca web di quello che accade in pista, aggiornando questa pagina, fino alle 15:00 di domani.

LMP1, la situazione

L’hyperpole di venerdì se l’è aggiudicata la Toyota TS050 #7, che parte dal palo grazie al tempo messo a segno da Kobayashi, ma la prima fila non è tutta appannaggio delle LMP1 del Sol Levante. Tra i due prototipi ibridi si è inserita la Rebellion #1, che ha così costretto la Toyota #8 a scattare dalla terza piazza. La Rebellion #3 e la Bykolles #4 completano lo schieramento della classe regina.

LMP2, tutti vicni

Se i giochi per la vittoria assoluta sembrano scontati per le favoritissime Toyota, in LMP2 i distacchi molto più risicati promettono una gara emozionate. Di Resta, United Autosport, è stato il più veloce della classe, ma se la dovrà vedere con l’equipaggio della G-Drive di Vergne, secondo e il Racing Team Nederland di Nyck De Vries tutti vicinissimi.

GT, comandano Porsche e Ferrari

In qualifica le Aston Martin sono sembrate imprendibili, ma alla fine, la zampata nell’hyperpole l’ha messa ha segno la Porsche di Bruni, in testa al gruppone delle GTE Pro davanti alla Ferrari #51 e le Vantage #95 e #97.

In GTE AM è stata la Ferrari #83, con il 44esimo tempo assoluto, a prendersi il ruolo di punto di riferimento della classe.