Vincono un altro sprint intermedio, in attesa della volata finale, ammesso che ad Abu Dhabi, tra Force India e Williams, ci sia realisticamente ancora una lotta per il quarto posto nel mondiale Costruttori. Perez e Hulkenberg contribuiscono con 10 punti alla causa del team a Suzuka, 7 in più di quelli portati da Massa e Bottas, con una classifica che, a 4 gare dal termine, dice 134 punti contro 124, a vantaggio di Force India. 

Gara consistente, una partenza nella quale Perez ha tratto vantaggio delle difficoltà di Hamilton e Ricciardo per girare terzo alla prima curva, salvo poi dover lasciar strada e impostare la propria gara, sul passo buono per chiudere dietro ai big e curare le Williams. «Mi sono divertito e sento che abbiamo preso tutte le decisioni giuste in gara. In partenza ho avuto un avvio pulito verso curva 1 e mi sono trovato terzo, ho cercato di fare del mio meglio per tenere la posizione, ma sapevo sarebbe stato difficile tenere dietro alcune macchine molto più veloci, così ho dovuto ragionare e scegliere le mie battaglie», commenta Perez.

Tattica a due soste, diversamente dalla singola fermata Williams, che è giuta con un ritardo enorme, se si pensa agli oltre 38" pagati da Massa a Hulkenberg, Nico protagonista del divertente team radio nel sorpasso su Bottas, buon esempio il «Ci vediamo...!» di quella che è la tendenza nella partita per il mondiale Costruttori. «Avevamo una macchina molto veloce e la strategia a due soste era quella giusta per noi. Dovevamo passare le Williams in pista perché erano su una tattica diversa, fortunatamente ce l'abbiamo fatta in fretta», aggiunge Checo.

Perez intorno al quale si erano concentrate le voci di mercato più insistenti, direzione Renault prevalentemente, prima che arrivasse l'ufficialità della permanenza 2017 in Force India a Sepang. Quei rumors si sono da poco spostati su Nico Hulkenberg, sul quale Fredric Vasseur ha lasciato intendere un certo interesse Renault, pur non essendo l'unico pilota sulla lista del team di Enstone. A Suzuka ha pagato una qualifica non brillante come il compagno di squadra, 2 decimi hanno fatto la differenza, ancor di più le penalità inflitte ai ferraristi. 

«Sono piuttosto contento della mia gara, sarebbe stato possibile arrivare settimo ma ho scontato una qualifica non perfetta. Quando parti dal fondo della top ten devi fare i conti con tanto traffico in più e questo mi è costato del tempo, pur con un buon primo giro», analizza.

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La manovra su Bottas è stata pregevole, senza dimenticare come Valtteri abbia dovuto adottare una tattica di gara più conservativa sulle gomme, per centrare l'obiettivo del singolo pit: «Il sorpasso è stato il momento clou della mia corsa, avevo provato la manovra il giro prima ma senza avere una buona uscita dall'ultima curva e ho perso l'occasione in curva 1; così mi sono detto "Se non ci riesco qui, ci proverò alla chicane!": è stata una battaglia ruota-a-ruota, ravvicinata»

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