Fuori dalla Formula 1 ha ricostruito la propria carriera scoprendo il mondo dell’endurance e la Formula E, con Mercedes. Stoffel Vandoorne, da talento di con grandi prospettive in GP2, ha vissuto il salto nella massima serie nelle condizioni peggiori, di una McLaren in crisi e con accanto un metro di paragone come Fernando Alonso.

Un passato al quale non riserva parole dolci, anzi. “La Formula 1 è un mondo falso, nel quale ognuno deve difendere i propri interessi. In Formula E, a Le Mans o nelle gare del WEC in questa fase trovi le corse pure, vieni qui per gareggiare e non per fare politica”, racconta a Sport Voetbalmagazine.

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“La Formula 1 resta il campionato più grande, la Formula E è appena dietro. È uno dei campionati più competitivi nei quali abbia gareggiato, ci sono tanti piloti con esperienza di Formula 1 e altri hanno un curriculum col quale potrebbero correrci”.

Tutto il supporto McLaren ad Alonso

Vandoorne protagonista di una buona stagione d’esordio con HWA, sprazzi di competitività ripresi al via da Riad, con due arrivi a podio. L’addio alla Formula 1 è arrivato con un primato negativo, nel confronto diretto con Fernando Alonso, sul quale il pilota belga è tornato per dire: “Con lui non ho mai avuto problemi, però ha sempre ottenuto quel che voleva.

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Nel team c’erano sempre due o tre persone nei posti giusti per assicurarsi che tutto andasse nel modo in cui voleva Fernando.

La squadra gli ha fornito tutte le forze e il supporto, qualsiasi pilota avrebbe tratto vantaggio da una dotazione extra per ottenere prestazioni migliori del proprio compagno”.

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Una posizione privilegiata anche comprensibile, per certi versi, considerato il calibro del personaggio. “Sulla carta non ho mai concluso davanti ad Alonso, però, tra tutti i compagni di squadra sono quello che più gli si è avvicinato.

La McLaren non mi ha mai detto di non finirgli davanti però in gara mi chiedevano di lasciarlo passare e lo hanno fatto quasi sempre”.