Lo scorso maggio, alla vigilia del Gran Premio di Spagna, Christian Horner guardava al futuro della Red Bull, quali prospettive attendevano un team che aveva appena scomesso su Max Verstappen. In quell'intervista esclusiva pubblicata sul numero 19 di Autosprint, il team principal quantificava anche il divario tra la power unit Renault e quella Mercedes: 41 cv.

Poi fu la volta della prima, importante, evoluzione, testata a Barcellona e introdotta progressivamente a Monaco. Tre gettoni spesi, da sommare a quello utilizzato a Sochi, lasciano un bottino di 21 disponibili per il resto del campionato. Ma Renault ha già annunciato che sarà improbabile l'arrivo di altri interventi importanti ques'tanno, con il ricorso al monte di "tokens" residuo, piuttosto si concentreranno sul progetto 2017.

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Dopo la buona prestazione in Ungheria, Horner è tornato a parlare del divario tra Red Bull e Mercedes e fa una nuova stima sul gap derivante dalla sola power unit: «Sappiamo che ci mancano 47 cv, è quel che ci hanno detto i ragazzi della Renault e siamo al corrente dei programmi che hanno per ridurre questo divario. 

Renault ha compiuto grandi passi, sappiamo che arriverà dell'altro». Sviluppi capaci di regalare qualche cavallo possono aversi anche da altri fronti: «Precisi incrementi di prestazione arriveranno dal carburante e sulle regolazioni di fino del motore, nonché sulla guidabilità. Siamo fiduciosi che ci saranno miglioramenti mettendo a posto quel che abbiamo al momento». Basterà per sfidare la Ferrari sui circuiti più veloci, a Spa e a Monza, senza dimenticare il Messico? Difficile crederlo. «Domenica abbiamo ottenuto il sesto podio stagionale finora e portare entrambe le macchine davanti nelle rispettive battaglie con la Ferrari è stata una gran prestazione e conclusione della prima metà dell'anno per noi.

La seconda parte dovrebbe essere ancor più forte di quanto fatto finora». 

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