Il momento simbolo della gara di Sebastian Vettel è il team radio del giro 39. Con la voce rotta dalla frustrazione, il quattro volte campione del mondo avverte il team Ferrari: “Se ne sta andando, se ne sta andando sul dritto!”. L’uomo in fuga è Lewis Hamilton, cui la Ferrari ha ceduto la posizione mettendo in scena un’azzardata strategia box. E vanificando la partenza arrembante di Vettel, riscattatosi dal rovinoso start di Sepang. 

Inutile piangere sul latte versato. E’ andata (nuovamente) male e se a Singapore era stato Raikkonen a pagare oggi tocca a Vettel: “Mi sarebbe piaciuto moltissimo salire sul podio, siamo stati in lotta per il secondo posto per gran parte della gara, poi abbiamo deciso di rimanere fuori e la cosa ci ha fatto perdere un sacco di tempo. Alla fine speravamo che le soft fossero più veloci e che durassero di più. Credo sia una gara che dobbiamo accettare, anche se con il senno di poi è facile parlare e ora tutti gli esperti avranno la propria opinione. Parlando con il muretto mi sembrava la decisione giusta. Sono contento di averla presa e difenderò sempre le decisioni della squadra.

Vettel sempre uomo squadra nonostante le difficoltà. E nonostante cercare un sorpasso su Hamilton e la Mercedes fosse una mossa ai limiti della disperazione: “L’abbiamo deciso insieme, stavamo cercando di avvicinarci a Verstappen: eravamo più veloci e io stavo gestendo bene le gomme. Per noi non aveva nessun senso seguire la sua strategia, perché altrimenti non ci sarebbe mai stata la possibilità di superarlo. Era molto più sensato per noi azzardare e per quello abbiamo deciso di stare fuori. Poi abbiamo avuto un po’ di sfortuna per via del traffico, perdendo la posizione su Lewis. Se guardiamo il risultato finale il gap rispetto al podio indica che abbiamo faticato un po’ a tenere il passo. Col senno di poi avremmo potuto fare meglio ma in quel momento pensavamo di aver fatto la cosa giusta”. 

Il tedesco ha tagliato il traguardo con oltre 20" di ritardo sul vincitore Rosberg e pagando quasi 15" su Hamilton: "Abbiamo faticato un po' a tenere il passo" suona leggermente riduttivo. Poi ci sono quelli che Arrivabene, nella lunga intervista di venerdì, aveva definito gli imprevisti. Vettel è partito 6° (e se Raikkonen non avesse sostituito il cambio sarebbe stato 7°) a causa della penalità rimediata in Malesia. Scattando dalla seconda fila, rispettando i risultati delle qualifiche, ora parleremmo probabilmente di un’altra gara: “Credo che ci siano molti aspetti positivi. In molti hanno parlato male di noi prima di questa gara: alcuni discorsi erano giustificabili, altri meno. In questo weekend abbiamo realizzato una buona prestazione, portando entrambe le macchine in seconda fila nelle qualifiche e idealmente saremmo potuti salire con entrambe le macchine sul podio. Purtroppo la Formula 1 non vive di soli ideali. E lo sa bene Hamilton che oggi ha idealmente perso un mondiale. 

GP del Giappone, l'ordine d'arrivo