E’ un Maurizio Arrivabene dal volto provato, quello presentatosi davanti alle telecamere di Sky al circuito di Suzuka. Mancano cinque gran premi al termine della stagione e Ferrari sembra irrimediabilmente destinata a chiudere il 2016 al terzo posto della classifica costruttori, con Red Bull che al momento sopravanza la Scuderia di 46 punti. 

Riguardo la classifica il team principal di Maranello ha commentato ironicamente: “Se tutto fosse prevedibile all’inizio, giocheremmo tutti al superenalotto e vinceremmo immediatamente. È ovvio che sto scherzando, non è una questione di fortuna, è una questione di progettazione, di numeri, ecc… ma c’è anche comunque un fattore che non puoi prevedere sotto certi aspetti. Vedi il comportamento della macchina, delle gomme, di tante cose che riguardano il setting e quant’altro. Per cui a inizio stagione abbiamo iniziato in un modo, non bisogna dimenticare che durante la stagione ci sono stati anche dei problemi che andavano un pochino al di fuori di quella che era la validità o meno del progetto. Detto questo, non cerco nessuna giustificazione, non siamo dove pensavamo di essere a inizio stagione. Stiamo pagando oggi in maniera molto dura certe sviste dei mesi prima dell’estate e questo comunque non significa che la squadra non sia determinata. Non significa che non stiamo guardando e a quest’anno e all’anno prossimo. E non significa che comunque a 5 gare dalla fine molliamo”.

Il “non mollare mai” è il leitmotiv Ferrari di quest’anno, ripetuto (quasi) a ogni gara dal manager e dai piloti, che nonostante le difficoltà stanno comunque dimostrando di essere una squadra unita: “Non è che sia io che debba identificare i problemi, io non lavoro da solo, noi lavoriamo insieme. Da due anni questo è lo spirito, negli ultimi mesi lo è ancora di più. Per cui, non è una persona che identifica il problema. Si fanno delle analisi, si vedono certe cose che hanno funzionato, altre no. Oggi sappiamo cosa non ha funzionato, non voglio tornare di nuovo sull’argomento. Quindi ci stiamo lavorando”.    

Lo scorso marzo la Scuderia era partita per Melbourne, primo round stagionale, con aspettative alte, anche alla luce dei buoni risultati ottenuti nel 2015. Poi, i risultati parlano da soli, non è andata come sperato. L’obiettivo era contendere la leadership a Mercedes, ora ci si ritrova a inseguire le Red Bull. Tuttavia secondo Arrivabene non tutto il male viene per nuocere: E’ stata una lezione di umiltà da un certo punto di vista. Da un altro punto di vista, ci ha insegnato non solo a guardare avanti, ma anche a guardarci le spalle. Assicuro che questa lezione è stata assolutamente capita da tutti, ma ci sono stati dei fattori di imprevedibilità che in qualche modo hanno compromesso un po’ le cose”.

Nell’ultima settimana si è parlato molto dell’attuale condizione di Vettel, nell’occhio del ciclone a causa della disastrosa partenza di Sepang. Il pilota è legato alla Scuderia per un’altra stagione ma al momento Arrivabene non intende discutere di ulteriori rinnovi contrattuali: “Non credo che le persone si conquistino con i rinnovi. Sebastian ha solo bisogno di concentrarsi sulla macchina. è una persona che dà tanto e il suo dar tanto a volte significa interessarsi un po’ di tutto, per cui ogni tanto va ripreso e va focalizzato sul lavoro principale che deve fare, ma non lo fa con spirito polemico. Lo fa perché è totalmente immerso in questa che tanti chiamano “la famiglia”, ma che io chiamo “il Team Ferrari”. Sebastian oggi ha un contratto con noi. Abbiamo del lavoro da fare quest’anno e anche il prossimo anno. Poi durante la stagione si vedrà. Ognuno di noi ha degli obiettivi, li ho io, li ha la squadra, li ha Sebastian, li abbiamo tutti. Per cui è giusto che chiunque, indipendentemente da chi sia, si guadagni il suo posto e il suo stipendio”.

Il tedesco occupa attualmente il 5° posto nella classifica piloti, alle spalle del compagno di squadra Raikkonen, ultimamente meno Iceman e più “umano”, capace anche di ammettere in conferenza stampa la sofferenza che prova nel non poter lottare per la vittoria: “Non lo fa vedere molto ma ama profondamente la Ferrari. Aveva soltanto bisogno di sentirsi ricambiato. Faccio un esempio: i meccanici, 3-4 gran premi fa, gli hanno regalato un casco da motocross, sport che lui ama tantissimo. O gli fanno trovare le caramelle a forma di coccodrillo nel cassetto. Lui lo ha apprezzato moltissimo. Credo che nel momento in cui Kimi si sente apprezzato dalla squadra dia il meglio sé. Ed è un personaggio che quando schiaccia il piede, soprattutto in gara, lo schiaccia davvero”.