Il colpo di reni di Singapore resterà l’ultimo stagionale nel percorso di sviluppo della Ferrari SF90, perlomeno nella portata delle novità introdotte. Un pacchetto che ha portato la monoposto in una condizione nella quale tutto il pacchetto è riuscito a esprimere il meglio.

Mattia Binotto, dopo la gara di Sochi, ha approfondito il percorso di evoluzione di una macchina che, fino al GP d’Ungheria, non riusciva a generare aderenza sull’asse anteriore, meno carico e gomme che non lavoravano al meglio, arrivando a soffrire dove contava la prestazione in curva.

Gli aggiornamenti introdotti progressivamente dal GP di Francia in poi non hanno generato la svolta ottenuta con le novità di Singapore, alle quali il reparto tecnico a Maranello ha lavorato ben prima della trasferta asiatica.

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Abbiamo fatto molti sforzi per comprendere i punti deboli della monoposto, lo sviluppo è stato costante, abbiamo apportato miglioramenti non solo a Singapore ma anche in altri circuiti precedenti.

Abbiamo corretto uno dei nostri punti deboli, trovato una buona conoscenza della macchina, miglioramenti della configurazione e tutto insieme ci ha permesso di fare un passo avanti”, le parole di Binotto riportate dagli spagnoli di AS.

CRESCITA CONTINUA DIREZIONE 2020

A Monza, prima che andasse in scena il tripudio di due giorni stellari, tra qualifica e gara, il team principal dava appuntamento alle novità tecniche del finale di stagione, spiegando come il divario da Mercedes non si sarebbe colmato del tutto nel 2019 ma l’obiettivo di avvicinare la vetta avrebbe prodotto i suoi frutti anche nella crescita in vista di un 2020 che sarà di continuità regolamentare. La Mercedes sembra sia stata agganciata per performance, Suzuka sarà la verifica definitiva.

EVOLUZIONE E CONCETTI DA MANTENERE

C’è chi modificherà filosofia progettuale, lo farà McLaren stando alle ultime indiscrezioni; c’è chi si interroga sulle chance di recupero di Red Bull, vedi Jos Verstappen.

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L’idea alla base della Ferrari SF90 è destinata essere confermata anche nel 2020. L’impronta tecnica dell’ala anteriore estremizzata perché i flussi d’aria aggirino le ruote anteriori e di un’elevata efficienza complessiva in rettilineo, frutto di un ridotto drag, sono scelte difese da Binotto, che ha aggiunto: “Siamo concentrati sull'auto del prossimo anno. Sull’ala anteriore sono gli altri a copiarci più di quanto non facciamo noi, la macchina del 2020 sarà un’evoluzione di quella attuale.

Penso che avere una macchina efficiente nella resistenza aerodinamica sia positivo per avere velocità e non penso sia stato un concetto sbagliato, guardando questa stagione, se guardiamo le opportunità perse e le vittorie.

Non credo sia un’idea errata, ci sono state altre ragioni per le quali non abbiamo fatto quanto ci aspettavamo”.