Siglare il nuovo accordo con la Formula 1 è un affare legato alle migliori condizioni da ottenere, quale team dominante dell’era turbo ibrida. Mercedes è destinata a proseguire oltre la scadenza dell’attuale Patto della Concordia ed emerge chiaramente, semmai servisse ancora dopo gli indizi giunti negli ultimi mesi, dalle parole di Toto Wolff, intervistato dalla tv austriaca ORF.

Un binomio, Mercedes-Wolff, che non è solo nel rapporto di lavoro e nel ruolo di a.d. di Mercedes Grand Prix. Va oltre con la partecipazione societaria dello stesso Wolff, sin dall’arrivo in Mercedes nelle vesti di direttore esecutivo del team.

Perché si sviluppi un impegno della casa di Stoccarda sul lungo periodo, Wolff ha già indicato la via da seguire: la riduzione della partecipazione societaria di Daimler in Mercedes Grand Prix. Prospettive certo già oggetto di esame con i vertici di Daimler.

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“Da imprenditore pensi sul lungo periodo, è stato analizzato se la Formula 1 continuerà a evolversi in positivo e direi di sì. Abbiamo un obiettivo comune con Daimler? Molto chiaramente, di nuovo: sì. Daimler e Mercedes costruiscono auto stradali e da corsa, è il nostro business centrale ed è per questo che vogliamo proseguire insieme”.

Il legame profondo con Mercedes

Non si vede altrove, Wolff, come invece lo vorrebbero i rumours più selvaggi e recenti, secondo Eddie Jordan un 2021 in Ferrari e con Lewis Hamilton.

“Quando io e Niki abbiamo intrapreso quest’avventura nel 2013 non l’abbiamo fatto solo da ‘impiegati’ ma abbiamo partecipato alla squadra corse.

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La domanda, quindi, non riguarda solo se accetterei un lavoro altrove, ma in generale se continuerò o meno in Formula 1.

Al momento mi diverto, penso sia la cosa più importante. Sicuramente è meno divertente rispetto a quando c’era Niki ma questo lavoro continua a darmi motivazioni”, analizza Wolff.

Meno divertimento nel gestire la F1

Una delle figure più influenti nel paddock, per l’intreccio di relazioni e gestione dei piloti nel corso degli ultimi anni, Toto esclude anche che possa trovare uguale appeal da un ruolo al vertice della Formula 1. Troverebbe peraltro la strada sbarrata dalla Ferrari, un’eventuale nomina nella posizione oggi di Chase Carey.

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“È bello avere tutte queste relazioni in Formula 1 e godere della fiducia del Consiglio d’amministrazione. Mi piace la sfida del cronometro ed essere esposto alla sua cruda verità a week end alterni.

La Formula 1 è un business molto complesso, con le sponsorizzazioni, le televisioni, i contratti con i circuiti: no, al momento mi diverto nel gestire il team”.