Tra le ricostruzioni post-Australia, legate a quale calendario dopo la fase più acuta del coronavirus, era emersa anche l’idea che il Gran Premio di Spagna potesse non essere tra le gare sulle quali provare il recupero in una data alternativa. La posizione del circuito, espressa dal direttore Joan Fontseré, è un'altra e resta disponibile a ospitare un appuntamento a porte chiuse.

La discriminante sarà, nemmeno a dirlo, la negoziazione di un diverso accordo con F1 Group rispetto al rinnovo per un solo anno sottoscritto nel 2019. Il quadro al quale si va incontro per i GP europei da correre senza pubblico contempla che possa essere la F1 stessa a dare un contributo ai promoters per lo svolgimento dei GP, comunque con dei costi da sostenere, legati al personale di servizio – dai commissari di pista allo staff medico –.

GP Azerbaijan nel 2020 solo se entro ottobre

E la strategia avrebbe il vantaggio di assicurare comunque un evento trasmesso dalle televisioni, quindi con la relativa quota di diritti corrisposta a F1 Group. Senza tralasciare i casi di supporto pubblico ai GP, come per Barcellona e l'impegno della Generalitat.

Due ipotesi di ripartenza

Intervistato da SoyMotor.com, Fontseré ha puntualizzato la posizione del Circuit de Catalunya: “Abbiamo discusso di vari scenari con la Formula 1. Uno di questi prevede l’inizio della stagione in estate, l’altro che parta a settembre. Ci è stato chiesto se, nel caso partisse in estate, fossimo disposti a organizzare un GP a porte chiuse. Abbiamo risposto di sì se questo ci consentirà di avere un campionato quest’anno e affrontare la stagione 2021 in un modo più solido”.

Una disponibilità da leggere in prospettiva, con le trattative per trovare un nuovo accodo sul GP di Spagna, supportato finanziariamente dalla Generalitat Catalana e rinnovato lo scorso anno per una sola edizione.

L'editoriale del Direttore: Con lo sguardo dritto nel futuro

Spagna che resta tra i Paesi più colpiti dalla pandemia di coronavirus, condizione tale da richiedere un esame di quelle che saranno le possibilità previste dal governo all’accesso nel Paese nei prossimi mesi.

Condizioni economiche da discutere

Quanto al dato economico e il contributo della Generalitat, Fontseré ha proseguito: “Con una gara a porte chiuse scompare la fonte di guadagno del promoter. Non siamo entrati nei dettagli, non sappiamo cosa accadrà, però nel momento in cui si considera un GP a porte chiuse le condizioni devono essere ovviamente diverse.

E non si tratta solo della vendita dei biglietti, a un GP partecipano in media 100 mila spettatori, più il Circus: è un evento con impatto sul territorio e quando un governo investe, come nel caso della Generalitat de Catalunya, l’assenza di tutte queste persone ha un impatto economico”.