Le garanzie sulle quali poter contare sono più che solide, granitiche. Il progetto W11 e Lewis Hamilton, per dirne due. Tanto basta per guardare con “ottimismo” al 2020 e al 2021, le questioni legate al mercato piloti diventano così un aspetto di contorno, certamente da seguire e sviluppare, consapevoli al tempo stesso d’avere una teorica fila di nomi pronti a far carte false per avere una chance.

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Dove Ferrari e Red Bull hanno dimostrato negli anni di aver dato sbocco ai programmi rivolti ai giovani piloti con l’introduzione in Formula 1, Mercedes si è ritrovata con un problema in quella che doveva essere una risorsa. Dai Wehrlein agli Ocon, fino a George Russell. In tempi e modi differenti, piloti da far crescere in realtà di secondo piano e con mille incertezze sull’approdo in prima squadra.

Per una FDA oggi il bacino assolutamente più ricco di nomi interessanti, dove Red Bull non registra più l’abbondanza di giovanissimi talenti in prospettiva, Mercedes programma il medio-termine intorno al nome di Russell e un Ocon sempre tra le possibili soluzioni, dal 2022, quando si libererà dall'impegno con Renault.

Programmare il futuro

Toto Wolff, sul tema, ha commentato le priorità a Stoccarda: “Red Bull ha due piloti di gran talento, la Ferrari ha due piloti di gran talento, la combinazione che hanno scelto credo sia molto buona. Dobbiamo assicurarci che il nostro futuro nel breve termine sia in buone mani e non ci sono mani migliori là fuori di quelle di Lewis, poi stiamo valutando la nostra strategia sul medio periodo. Non è una situazione facile ma siamo in una buona posizione”.

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Con Hamilton si andrà al rinnovo di contratto, Wolff ribadisce il clima di fiducia reciproca e una definizione dell’accordo naturale: “Se c’è fiducia – e il nostro rapporto è fondato sulla fiducia – sai che il tuo partner non ti deluderà. Siamo tutti consapevoli quanto la Formula 1 sia un business difficile, però ciò che credo questa squadra faccia diversamente è nella lealtà e fiducia, che sono valori importanti con i quali viviamo giornalmente”.

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Le ragioni del no a nuovi format

Dal mercato piloti all’opposizione Mercedes verso una revisione del format dei GP su quei circuiti che ospiteranno due eventi a 7 giorni di distanza. Wolff spiega le ragioni del no all’idea di una gara di qualifica e alla griglia di partenza invertita rispetto all’ordine della classifica del campionato Piloti. Tre ragioni, “la prima, sappiamo dalle gare turismo che i giochi di strategia sono fondamentali. Se sai di non essere in un’ottima posizione, il week end precedente (in gara-1; ndr), puoi decidere di ritirare la macchina e partire il successivo GP in pole.

Potrebbero esserci squadre che lo utilizzano per avere un vantaggio e lo stesso puoi fare in gara. Le macchine di metà schieramento lottano duramente per la posizione, come devono, per i top team in rimonta può voler dire assumere più rischi e portare il campionato a risolversi in una lotteria.

Il secondo motivo, noi amiamo la meritocrazia della F1. Il miglior pilota sulla miglior macchina vince. Tanti tifosi hanno espresso questa stessa visione, solo il 15% dei tifosi ha supportato l’idea della griglia di partenza invertita. Terzo, abbiamo un campionato da correre, crediamo di avere una buona macchina, ovviamente per le squadre in seconda e terza posizione è un vantaggio partire davanti. La F1 è un business duro e non sei qui per fare alcun regalo”.