La prestazione in Belgio ha rafforzato il concetto: Red Bull crede ancora nel titolo. Servirebbe iniziare a mettersi dietro Hamilton, per non relegare le speranze a sfortune altrui. Che sia una sfida ancora aperta, Helmut Marko lo conferma procedendo per esempi, un parallelo non esattamente calzante, forse, quello con il 2012.

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“Il mondiale è ancora tutto aperto, non siamo nemmeno a metà e ricordo il 2012: a metà campionato eravamo più di 60 punti dietro Alonso e la Ferrari. Ok, non sono Hamilton e Mercedes ma a un certo punto si fermeranno”, dice. Si cambieranno le carte in tavola, basterà ad avvicinare Red Bull a Mercedes? Alla vigilia di Monza si aspetta di rilevare le conseguenze del divieto di utilizzo di mappature specifiche da qualifica, a mettere ancor più le ali alle W11.

Party Mode, così non vale

Ridurrà il margine probabilmente di vantaggio, ma una qualifica in pole per 1 millesimo o 1 secondo sposta poco. Più importante sarà capire se e quanto inciderà sulle strategie di gara. Marko sul punto spiega: Era molto importante per noi che venisse abolito (il “party mode”; ndr), la modalità di qualifica Mercedes è estrema a tal punto da alterare la competizione.

È un intervento che abbiamo vissuto molte volte quando eravamo noi a dominare, quando cambiò la regola sulla flessibilità delle ali da una gara all’altra, per non parlare poi del diffusore soffiato. È compito dell’autorità assicurare gare equilibrate e avvincenti”.

Sviluppi giusti

Spa, avvincente non lo è stata affatto, Verstappen ha corso a distanza di sicurezza da Hamilton, 15” di gap all’arrivo, però ha promosso le novità tecniche provate al venerdì: “Diversamente da quello che ci aspettavamo siamo stati più veloci in Belgio. Abbiamo introdotto una nuova ala anteriore che ha avuto un effetto molto positivo, non è ancora il pacchetto ottimale ma siamo sulla giusta via”.

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