Dire di un “grande inganno” forse è troppo, tant’è che il rischio è dietro l’angolo. L’inganno che si possa andare – con tutto un inverno ancora da affrontare, quindi sviluppi dei progetti – in un 2021 nel quale il feudo Mercedes sia assaltabile.

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Sarà stagione di una parziale stabilità nei regolamenti, giacché la modifica c’è e rischia di contare moltissimo, con le limitazioni introdotte sulla conformazione del fondo nella zona davanti alle ruote posteriori. Cambieranno anche le costruzioni delle gomme. Quindi, ok, i valori del 2020 saranno indicativi, ma attenzione al terreno di sviluppo che si presenta per le squadre e chi saprà sfruttarlo al meglio.

L'ottimismo di Brawn, maggior lotta nel 2021

La prestazione Red Bull ad Abu Dhabi ha avuto i tratti del dominio, questo è stato: in qualifica, in gara, sul passo già dal venerdì. Gran risultato per Verstappen. A sentire Ross Brawn, vale quasi come una premessa sul 2021, che sarà dell’addio Honda alla Formula 1 e con una power unit sulla quale Red Bull è stata irremovibile nell’eleggerla prima opzione da impiegare nel 2022, in una gestione “privata”.

Se non hai grandi certezze che sia il motore “buono”, già con una visione integrabile nel progetto 2022 – non a caso Honda ha confermato una power unit del tutto nuova -, non ti spendi tanto.

“E’ stato grandioso vedere Red Bull e Max Verstappen vincere meritatamente e il risultato ci dà ottimismo sul fatto che ci saranno più lotte davanti il prossimo anno, soprattutto considerando come le macchine non cambieranno molto.

Il week end di Abu Dhabi ha dimostrato come la Formula 1 sta tutta nei margini sottili. Questa volta è stata Mercedes a essere un po’ spenta e Red Bull ha eseguito il week end brillantemente. Ciò che è incoraggiante è, pensando all’inizio dell’anno, il grande vantaggio Mercedes che nel corso della stagione Red Bull ha intaccato. La RB16 non funzionava ma sono riusciti a risolvere le cose”.

Ecco, nell’ottimismo generale andrebbe considerato lo stop allo sviluppo della Mercedes con largo anticipo – risorse in più sul 2021 –, l’intervento delle limitazioni FIA sulle mappature della power unit, come anche una Red Bull ancora una volta in deficit di potenza e di prestazione dal bilanciamento aerodinamico, che tanto ha condizionato la gestione del posteriore da parte dei piloti.

Verstappen realista: Red Bull, impara 

Così, Abu Dhabi da contestualizzare in un quadro più ampio, che dice come non puoi permetterti di partire per una corsa al mondiale in una posizione da inseguitore e devi poter essere aggressivo in gara, mettere pressione, non già limitarti a “seguire” – come spesso non ha potuto fare diversamente Max Verstappen –.

Max nel dopo gara rappresenta un’idea simile, spiegando come “dobbiamo lavorare duramente nel corso dell’inverno per essere migliori e più forti, poiché non puoi semplicemente fare affidamento su questo risultato.

Sappiamo di dover ancora migliorare parecchio la macchina e come ci siano alcune aree sulle quali davvero c’è da lavorare. Non si tratta solo della macchina ma anche della potenza, ce ne serve di più. Spero impareremo dagli ultimi anni, non è che lo facciamo apposta ma, sì, andiamo in inverno assolutamente con buone sensazioni”.

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Bene lo slancio, aver chiuso in bellezza, però servirà altro. “Per tutto il team, soprattutto dopo un anno così, molto duro e con tante gare in successione, è stato difficile per tuti, in particolare per i meccanici ma anche per le persone in fabbrica a produrre tutti i nuovi pezzi, perché quest’anno abbiamo portato in pista molte cose.

È una bella spinta e speriamo di imparare dagli errori, anche quelli fatti a inizio anno, sperando di realizzare una macchina migliore con la quale iniziare il prossimo”, ha commentato Verstappen.