Uno sguardo alla Formula 1 oltre la stagione che partirà a marzo, dal Bahrain, uno sguardo proprio al calendario, per indicare una direzione verso la quale procedere. I 23 Gran Premi in programma, se verranno disputati tutti regolarmente, rappresentano un numero record di gare, che avrebbe dovuto già nel 2020 definire il campionato.

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Sappiamo come, tra le prospettive presentate ormai due anni fa, a Austin, sul futuro della Formula 1, vi fosse la possibilità per Liberty Media di inserire in calendario fino a 25 eventi in una stagione. Non senza grandi sforzi richiesti ai team, bilanciati da maggiori entrate dai contratti sottoscritti. Il quadro, oggi, è radicalmente diverso, a cominciare dallo scenario economico, globale e interno allo sport. 

Quantità, rotazione, valore

Ecco, sul punto, Stefano Domenicali – operativo nel ruolo di a.d. della Formula 1 – indica un possibile approccio differente, quando lo scenario si sarà normalizzato e la pandemia definitivamente superata. “23 gare sono un numero importante, quantitativamente e per attenzione, di impegno richiesto alle persone.

Potrebbero esserci due posizioni a tal proposito, alcuni potrebbero dire che sono troppe, altri che non comportano problemi. Io direi che questa equazione si risolverà da sé dal fatto che - se saremo in grado di offrire un prodotto straordinario - potremmo tornare a una situazione con un minor numero di gare, con la possibilità di un una rotazione tra certe gare, tenendo l’attenzione su diversi aspetti.

È qualcosa presente nei nostri piani, sulla quale valutare attentamente quest’anno per essere pronti quando il mondo sarà tornato nuovamente alla normalità”, spiega Domenicali, intervistato da Sky Sport UK.

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Dell’attualità del calendario 2021, resta una situazione in divenire, da leggere e correggere se dovessero arrivare impedimenti allo svolgimento di altri GP, dopo lo slittamento della gara inaugurale in Australia a fine anno e le sorti assolutamente incerte sul GP di Cina. “Quel che posso dire è che parlo personalmente, ogni giorno, con tutti gli organizzatori.

Sappiamo come la pandemia sia ancora presente e per questo abbiamo modificato il posizionamento in calendario dell’Australia.

Però, al momento, dalle informazioni che abbiamo, tutti vogliono realmente proseguire con il programma. Dobbiamo essere, ovviamente, flessibili quanto serve per capire che nella prima parte della stagione potrebbero esserci degli appuntamenti senza pubblico o con restrizioni”, spiega Domenicali.

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“Quel che posso garantire ai tifosi, ai nostri sostenitori, è la determinazione a far sì che la stagione ci sia, abbiamo un impegno e vogliamo tenerne conto, ci sono delle possibili alternative eventualmente, ma finora nessuno ci ha indicato informazioni diverse da quelle che abbiamo condiviso. Questo è quanto sappiamo oggi, sappiamo tuttavia come si sia evoluta la pandemia, dovremo perciò restare con un approccio flessibile”.